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002521701 dba273ff 7e5a 4834 8304 7243b414e117 - Londra, ferita a colpi d'arma da fuoco la leader inglese del movimento Black Lives Matter: è grave

LONDRA – Una delle più note militanti del movimento Black Lives Matter nel Regno Unito è rimasta gravemente ferita alla testa in un attacco armato e versa ora in condizioni critiche. Vittima del presunto attentato, avvenuto alle prime ore di domenica a Southwark, un quartiere di Londra appena a sud del Tamigi, è Sasha Johnson, 26 anni, leader del Taking the Initiative Party, soprannominata dai media nazionali “la Pantera Nera di Oxford” per le sue posizioni radicali. 

L’aggressione fa seguito a “numerose minacce di morte come risultato del suo attivismo politico”, afferma un comunicato del partito guidato dalla giovane donna. “E’ con grande tristezza che vi informiamo che Sasha è stata brutalmente assalita e ha subito una ferita alla testa”, prosegue la dichiarazione sulla pagina Facebook del movimento. “E’ attualmente in terapia intensiva e lotta per la vita”. Scotland Yard ha confermato che c’è stata una sparatoria nella zona e che indagini sono in corso, ma senza fornire dettagli sull’identità della vittima nè confermare se si tratta di un attentato o di un episodio di violenza comune. La polizia informa che ci sarebbero stati colpi d’arma da fuoco vicino a una casa in cui era in corso un party e non ci sono prove che si sia trattato di un attacco mirato e riferisce di non avere informazioni su minacce ricevute da Sasha Johnson. 

Al momento non ci sono ancora stati arresti. Le forze dell’ordine hanno chiesto ai residenti e ai locali pubblici del quartiere, in cui si trovano lo Shard, il grattacielo più alto della capitale, disegnato da Renzo Piano, e il popolare mercato alimentare di Borough Market, ma anche strade più povere e di degrado urbano, di collaborare con testimonianze e immagini di telecamere a circuito chiuso per cercare di ricostruire cosa è accaduto.  

Laureata alla Oxford Brookes University, madre di tre figli e proprietaria di un piccolo ristorante a Londra, la Oxford Kitchen, che funziona pure come centro di mobilitazione, Sasha Johnson è conosciuta per apparire alle manifestazioni in uniforme di tipo militare, con un basco nero in testa, e per la linea intransigente delle sue proposte, come la creazione di una lista di persone colpevoli di reati razziali da escludere dai posti di lavoro simile alla lista di coloro che hanno compiuti abusi sessuali. La “Pantera Nera di Oxford” si è inoltre distinta per avere paragonato la polizia al Ku Klux Klan, esortato alla guerra contro il capitalismo e incitato alla liberazione della Palestina con slogan denunciati come antisemiti dal Jewish Chronicle, tra cui “non lasciate che gli ebrei vi chiudano la bocca”.  

È venuta alla ribalta l’estate scorsa sull’onda delle dimostrazioni in Inghilterra a sostegno del movimento Black Lives Matter, una galassia di sigle che nel Regno Unito ha dato vita a gruppi e gruppuscoli rivali. “Sasha ha sempre lottato per i neri e contro le ingiustizie che circondano la comunità nera”, afferma un suo portavoce. Per coincidenza proprio stamane un articolo dell’Observer citava fonti confidenziali dell’intelligence secondo cui un attentato dell’estrema destra in Gran Bretagna è soltanto questione di tempo.  

Fonte: Repubblica

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