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133620861 832d2b77 1d2a 4565 aa2f de5d99d346fd - Londra, una collina artificiale a Oxford Street per risanare i danni della pandemia

LONDRA – È la famosa “via dello shopping” londinese, meta quotidiana e soprattutto nel fine settimana per milioni di inglesi e di turisti: due chilometri di grandi magazzini, boutique, catene di negozi di abbigliamento e prodotti di largo consumo. Nell’ultimo anno è stata svuotata dai lockdown per la pandemia. Quando in Inghilterra riprenderà la vita normale, a giugno grazie a una campagna di vaccinazione che ha già somministrato la prima dose a quasi 24 milioni di cittadini, potrebbe non essere più la stessa: molti “department stores” e negozi non riapriranno, vittime della prolungata chiusura. Ma a cambiare Oxford Street, e nelle intenzioni dei suoi ideatori ad attirare di nuovo la gente, ci sarà una novità fantascientifica: la collina artificiale che le autorità di Londra si apprestano a costruire entro l’estate all’estremità occidentale della strada, in prossimità di Marble Arch.

L’installazione temporanea, destinata a sorgere dietro il famoso arco trionfale, in prossimità dell’adiacente Hyde Park, ha precisamente l’obiettivo di richiamare i consumatori in centro, distogliendoli dalle sirene dello shopping online, diventato per molti una abitudine consolidata da quando il Covid ha costretto la popolazione a restare in casa e gli esercizi commerciali ad abbassare la saracinesca. Ribattezzata appropriatamente Marble Arch Hill, la montagnola avrà un’estensione di 25 metri, scrive stamane il Guardian, e dovrebbe diventare il perno di un ben più ampio rifacimento della via: primo passo di un progetto da 150 milioni di sterline (circa 170 milioni di euro) per riempire di verde questa giungla d’asfalto, con 1500 alberi e piante, nuove panchine e altri spazi per il pubblico.

Gli investimenti sono necessari perché, del terremoto economico provocato in questo Paese dal coronavirus, Oxford Street è stato l’epicentro. Ogni anno la visitavano 200 milioni di persone. Impiegava 150 mila lavoratori. Con i lockdown, nel 2020 ha visto ridursi i suoi introiti da 10 a 2 miliardi di sterline. Il risultato è che molti dei suoi business hanno dichiarato bancarotta o perlomeno tagliato le proprie attività.

I grandi magazzini Debenhams sono falliti, così come l’emporio della catena Topshop, lasciando grossi buchi da riempire insieme a quelli più piccoli di numerosi negozi di souvenir. Un altro grande magazzino, Mark & Spencer, verrà abbattuto per fare posto a un palazzo di uffici. Un terzo, John Lewis, celebre per le decorazioni natalizie delle vetrine, affitterrà ad uffici metà dei suoi piani. “Abbiamo visto decenni di cambiamenti verificarsi nel corso di un singolo anno”, commenta Sharon White, presidente di John Lewis, che l’anno scorso ha sofferto una perdita di 517 milioni di sterline. “Il modo di fare acquisti è cambiato in maniera irreversibile”.

Gli amministratori locali sperano che non sia così e per questo scommettono sul re-styling della “via dello shopping”. Che è anche, secondo una statistica, la strada più inquinata d’Europa, con un tasso di gas nocivi senza eguali in tutto il continente, causati dal traffico continuo di autobus, macchine e taxi: per questo le associazioni ambientaliste chiedono che l’operazione di restauro contempli anche la proposta, avanzata da tempo, di trasformare l’intera area in via pedonale, inclusa la vicina Regent’s Street, come finora è accaduto soltanto in occasione di speciali occasioni. “Una cosa è certa, non possiamo rimanere passivi e aspettare che la gente ritorni”, dice Debbie Jackson, direttrice della commissione edilizia del Comune di Westminster, che sovraintende al progetto. “Dobbiamo ricordare a tutti che Oxford Street è qui, che riapre e che ha un nuovo volto”. Con una collina in cui sedersi a riposare, è il suo auspicio, dopo ore trascorse a fare acquisti.  

Fonte: Repubblica

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