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BRUXELLES. Lotta senza quartiere al tabacco e all’abuso di alcolici, con l’obiettivo di far scendere al 5 per cento della popolazione il tasso di fumatori in Europa entro il 2040 (attraverso tassazione e nuove regole per sigarette elettroniche e senza combustione) e di ridurre l’eccessivo consumo di alcol del 10 per cento entro il 2025 tra l’altro imponendo etichette obbligatorie sulle bottiglie con i rischi per la salute.

E ancora, vaccinazione almeno del 90 per cento delle ragazze contro il papillomavirus, più le analisi precoci (si punta a 90% di screening entro 5 anni) e uso massiccio della tecnologia, dell’intelligenza artificiale e dei supercomputer per arrivare a nuove cure avanzate. La Commissione Ue lancia domani “Europe’s Beating Cancer Plan in the EU”, un maxi programma che Repubblica è in gradi di anticipare spalmato su almeno due decenni per sconfiggere i tumori.

Era stata proprio la presidente dell’Eurogoverno, Ursula von der Leyen, ad annunciare l’intenzione di lavorare al progetto lo scorso 4 febbraio di fronte alla plenaria del Parlamento europeo toccando l’animo dei presenti con il racconto della sorellina morta per tumore quando era bambina. Al suo fianco la titolare della Salute nel suo team europeo, la cipriota Stella Kyriakides, a sua volta colpita da un tumore negli anni Novanta.

La determinazione delle due politiche europee porta a questo piano, prima del Covid tra le priorità assolute della Commissione Ue. Sarà inizialmente finanziato da 4 miliardi di euro, ai quali mano a mano verranno aggiunti altri contributi, e si fonda su quattro pilastri: prevenzione, diagnosi precoce, cure avanzate e miglioramento delle condizioni di vita dei sopravvissuti.

Come premessa Bruxelles spiega che lo scorso anno sono stati diagnosticati 2,7 milioni di tumori in Europa, con 1,3 milioni di persone stroncate dalla malattia. Dati drammatici, a maggior ragione se si considera che oggi l’Unione conta un decimo della popolazione mondiale ma un quarto dei casi di cancro. E senza un programma incisivo secondo le proiezioni della Ue tra 15 anni i decessi saliranno del 24%, rendendo il tumore prima causa di morte in Europa. Ad oggi, inoltre, l’impatto economico della malattia nel continente è di 100 miliardi all’anno. Con il Covid che ha peggiorato la situazione, ritardando le diagnosi e rendendo più difficile l’accesso alle cure.

Il piano prevede una miriade di programmi di ricerca settoriali, migliore uso e accesso ai dati, condivisione della conoscenza tra gli europei, un ampio uso degli algoritmi e dei super computer, screening e mappatura del tumore. Ma è la parte sulla prevenzione quella che potrebbe cambiare più rapidamente lo stile di vita degli europei

Secondo Bruxelles infatti il 40 per cento dei tumori in Europa possono essere prevenuti con una strategia che impatti in modo efficiente sulla popolazione per quanto riguarda fumo, alcol, alimentazione, attività fisica, inquinamento clima (qui il piano si collega direttamente con il Green deal europeo), contatto con sostanze cancerogene e radioattive.

Il nemico numero sono le sigarette, con Bruxelles che punta ad allevare una Tobacco-Free Generation entro il 2040, arrivando proprio tra due decenni a ridurre fino al 5 per cento la fetta della popolazione che fuma (oggi è del 25 per cento). Come? Innanzitutto con la “tassazione”, ovvero alzando le imposte sulle bionde – ma anche sui nuovi prodotti da fumo – per scoraggiarne il consumo, specialmente tra i giovanissimi. E ancora, un bando totale degli aromi nelle sigarette, una direttiva che entro il 2023 regoli i nuovi prodotti da fumo, elettroniche e senza combustione, ed estendendo i luoghi dove è vietato fumare, anche all’aperto.

Si passa quindi alla lotta contro l’abuso di alcolici, con l’obiettivo di ridurre l’eccesso dei consumi del 10 per cento entro il 2025. Anche in questo caso si lavorerà sulla tassazione. Non solo, Bruxelles annuncia entro il 2023 etichette obbligatorie sulle bottiglie che indichino i rischi per la salute del tutto simili a quelle che ormai da anni campeggiano sui pacchetti di sigarette. E ancora, un lavoro su tv, social e piattaforme digitali per proteggere i giovani dal consumo di alcolici. Ci saranno anche regole contro il cibo spazzatura, con limitazione al marketing, nuovi più stringenti limiti alle sostanze cancerogene negli alimenti e lotta all’obesità.

Bruxelles punta anche sulla vaccinazione, con l’obiettivo di arrivare entro il 2030 a un tasso di immunizzazione al papillomavirus almeno del 90 per cento per le ragazze e di alzare significativamente la percentuale per i ragazzi.

L’Europa scommette anche sulla diagnosi precoce del cancro, puntando entro il 2025 a consentire al 90% della popolazione a rischio di accedere allo screening (oggi in alcuni paesi Ue siamo al 6 per cento). Si lavorerà anche alla ricerca per cure più avanzate e regole per aiutare il reinserimento nel lavoro e più in generale a gestire gli aspetti sociali della vita di chi ha superato la malattia.

Fonte: Repubblica

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