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221307259 616aa550 4bb3 4f74 a7b7 513595b901fb - Lucifero arroventa il Ferragosto. "Adesso l’Africa siamo noi”

L’Africa si è spostata da noi. Quello che stiamo vivendo è ormai il clima di un altro continente. «Con l’aggiunta, a peggiorare le cose, dell’umidità». Gianmaria Sannino, climatologo dell’Enea, spiega il dietro le quinte di una stagione che è ormai sbagliato chiamare eccezionale: «Questo clima sta diventando la norma. L’Italia resta occupata per settimane dall’anticiclone africano. L’aria del deserto, in più, attraversando il Mediterraneo si carica di umidità. Per questo, oltre alle temperature elevate, soffriamo l’afa».

Quello che ci aspetta nella settimana di Ferragosto, spiega il tenente colonnello Guido Guidi, meteorologo dell’Aeronautica militare, «è la quarta onda di calore dell’estate». La definizione di onda di calore è «un periodo di almeno 5 giorni in cui la massima supera i 35 gradi. Finora avevano riguardato il Sud. Quella attuale arriverà fino alla pianura Padana e ci accompagnerà fino a ferragosto, ma forse oltre. L’anomalia potrà essere di 7 gradi oltre la media. Le città dell’entroterra in Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna supereranno tranquillamente i 40 gradi, arrivando anche a 43-44. Al centro si arriverà a 38-40, in pianura Padana a 36-38». Per l’Aeronautica militare le temperature massime raggiungeranno i 44 gradi, per altri siti di previsione arriveranno anche a 48 gradi. Unica consolazione: «Da mercoledì un leggero maestrale prenderà il posto dei venti da sud, abbassando l’umidità». Ma non chiamatela Lucifero, chiede per piacere Guidi: «Dante nell’Inferno aveva messo questo personaggio su un lago ghiacciato». Con o senza Lucifero, non esistono più le estati in cui il colonnello Bernacca mostrava alla tv la cartina con l’anticiclone delle Azzorre. «Uno degli effetti del cambiamento climatico è che l’anticiclone delle Azzorre se ne resta sulle Azzorre — spiega Sannino — Perduto questo cuscinetto, nulla frena più le incursioni verso nord dell’aria del deserto».

E nulla funge più da arbitro negli scontri diretti tra Africa e Nord Europa. E quando masse d’aria dalle temperature così diverse entrano in contatto, sono turbolenze. E alluvioni. E chicchi di grandine enormi, come sanno bene gli agricoltori del Nord. Ormai l’Europa è diventata il ring in cui si scontrano masse d’aria sempre più cariche d’energia. «Quando sentiamo parlare di un grado di riscaldamento climatico immaginiamo la nostra stanza leggermente più tiepida. Ma riusciamo a pensare quanta energia serve per riscaldare l’atmosfera dell’intero pianeta di un grado? È come se avessimo sottoposto la Terra a un gigantesco effetto doping». «Per la prima volta ce ne siamo accorti nel 2003, con un’onda di calore particolarmente intensa su tutta Europa» ricorda Sannino. Nella prima delle tanti estati torride che si sarebbero succedute, furono contate 70 mila vittime per effetto del caldo. Dal 2003 le anomalie sono diventate ancora più frequenti e il Cnr, che attraverso l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima monitora le temperature in Italia, parla per lo scorso giugno (l’ultimo mese misurato) di uno scostamento dalla media 1981-2010 di 2,18 gradi, quarto risultato di una classifica guidata proprio dal 2003. Lo stesso servizio di monitoraggio, a livello europeo, è svolto dal programma satellitare Copernicus. L’ultimo bollettino registra il luglio del 2021 come il terzo più caldo di sempre, a pari merito con il 2020. Sul podio si piazzano solo anni recenti: 2019 seguito dal 2016.
A tanto caldo si associa la siccità. «Anche piogge molto intense — spiega Simone Orlandini — direttore dell’Istituto di bioclimatologia dell’università di Firenze — se concentrate in pochi eventi, non permettono al suolo di assorbire l’acqua per rimpinguare le riserve». A rimpinguarsi, piuttosto, è l’energia accumulata in questa estate torrida da mare e atmosfera. «Il Mediterraneo sta raggiungendo temperature elevate» spiega Sannino. «Quando da ottobre l’atmosfera si raffredderà, l’acqua si manterrà calda ancora a lungo, mettendo la sua energia a disposizione dei Medicanes, gli uragani del Mediterraneo». Impossibile fare previsioni per i prossimi mesi. «Ma con un’estate così calda stiamo mettendo le premesse anche per un autunno di forti temporali».
 

Fonte: Repubblica

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