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Prima sconfitta in chiave democratica per l’Islam politico. Arriva dal voto in Marocco di ieri, preannunciando nuovi scenari. Un vero e proprio terremoto politico per il PJD che grazie alla Primavera araba del 2011, sulla scia del vento dell’ideologia islamista arrivata dal Mashreq (da est), si è potuto insediare e governare per due legislature, dieci anni. Oggi, a leggere i risultati, si può dire che si è consumata la loro esperienza politica. 

Una esperienza unica nel mondo arabo, dove un partito islamista è riuscito ad entrare nel gioco politico in maniera democratica, e in maniera rispettosa anche delle regole democratiche esce di scena senza scontri e violenze che abbiamo avuto modo di vedere in altri paesi islamici. 

Il dato sull’affluenza di ieri è molto significativo: la partecipazione ha raggiunto il 50,18% a livello nazionale, ed è superiore agli anni precedenti, tenendo conto anche dei limiti del Covid. C’è poi una importante presenza dei giovani (più di 2 milioni) che hanno votato per la prima volta.

E infine, un sottile dato anche geopolitico: i record di partecipazione a queste elezioni sono stati registrati nelle tre regioni del Sahara: Dakhla-Oued-Eddahab con il 58,30%, 63,76% per la regione di Guelmim-Oued Noun e 66,94% per la regione di Laâyoune-Sakia-El Hamra. Quel sud al centro della disputa con l’Algeria che appoggia il Fronte separatista Polisario, ma che con il suo voto indica di voler essere parte della vita politica marocchina.  

Insomma, gli islamisti del PJD messi alla prova, con una certa continuità, hanno avuto la possibilità di proporre la loro visione di società e hanno fallito. Hanno perso la fiducia degli elettori che in loro non hanno più visto alcuna prospettiva di futuro, e quello che sembra un vero ribaltone lo evidenzia in maniera chiara: il voto per un altro schieramento politico, il loro principale avversario.

Vincitore è il partito liberale RNI, (raggruppamento nazionale degli indipendenti), guidato dalla figura di Aziz Akhannouch, liberale, uomo di affari, ma anche molto popolare. L’RNI, arriva primo ed è il partito che più di tutti  ha contrastato e combattuto gli islamisti, con un programma e idee progressiste per il Marocco. 

Secondo il ministero dell’Interno, dopo aver scrutinato il 96% dei voti, l’RNI di Aziz Akhannouch è il primo con 97 seggi. Seguono il PAM (Partito autenticità e modernità, liberali progressisti) con 82 posti, Istiqlal (Indipendenza, centro destra ) con 78 posti, USFP (socialisti ) con 35 posti. MP, centro destra 26 posti), PPS ( sinistra) 20 posti, UC (18 posti). 

Eleggere come primi partiti l’RNI, il PAM e lo storico Istiqlal, significa anche altro. Si prefigura un’alleanza liberale che può costruire la prossima maggioranza di governo.

Solo in fondo alla classifica troviamo il PJD – con 12 seggi – che è riuscito a perdere anche il suo feudo, Tangeri, una città simbolo e chiave per capire dove sta andando il Marocco.

Fonte: Repubblica

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