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232356585 da44151c 99c6 4e47 9648 9b6c896df5cf - “Mia figlia non fu mai cercata davvero, i resti trovati dopo 19 anni vicino a casa”

ASTI — «In questi anni ho incontrato e aiutato tante persone a cui ho sempre detto: se almeno sapessi dove portare un fiore per mia figlia… Ora lo so e potrò portarle le rose che coltivo». Lo dice sospirando Francesco Farinella, oggi 83 anni. È il primo anno dopo tanti, troppi, che inizia con delle risposte sulla scomparsa di sua figlia Federica. Dal 2 settembre 2001 non aveva notizie di lei. All’epoca 27enne, l’aspettavano a tavola ma lei a quel pranzo non si presentò mai. Ora è arrivata la conferma: alcuni resti trovati vicino all’abitazione della famiglia a Chiusano d’Asti, in Piemonte, appartengono a Federica.
Aveva studiato per diventare modella, il mondo della televisione era il suo sogno ma se ne era allontanata dopo lo scandalo Vallettopoli. Il papà ha ricoperto il ruolo di presidente di Penelope Italia e da anni ne guida la federazione piemontese.
 

Come lo ha saputo?
«Mi ha chiamato il maresciallo dei carabinieri martedì. Non sapevo dei resti ritrovati due mesi fa e dell’esame del dna perché avevano già il campione mio, di mia moglie e di mio figlio. Martedì mi ha detto “devo parlarle”. Aveva scelto di dirmelo solo quando sarebbe stato certo che erano di mia figlia e per questo lo ringrazio».

Ritrovata a poca distanza da casa, non è stata cercata abbastanza?

«Cinquecento metri in linea d’aria. Non so se abbiano cercato abbastanza, dopo 2-3 giorni le ricerche furono interrotte ma all’epoca funzionava così. Ora l’esperienza mi dice che i ritrovamenti spesso sono casuali e quasi sempre a pochi metri dall’abitazione».

Negli anni ha ricevuto segnalazioni e richieste di riscatto?
«Mi chiesero trenta milioni di lire. Risposi che volevo sentire mia figlia e mi fecero ascoltare una voce che gridava “papà, papà”. Non era Federica, m’avrebbe chiamato papi».

Immagina cosa possa essere successo quel giorno?
«No, non riesco. Aveva le infradito, una maglietta a maniche corte e dei pantaloncini. Non da passeggiata nei boschi. Conoscenze sbagliate? Ne aveva tante, anche brutte ma su questo non posso dire niente».

Ora cosa farà?
«Aspettiamo che ci diano i documenti, che ci restituiscano i resti per la cerimonia e se ci saranno sviluppi sulla causa della morte. Lei può capire che dopo 10 anni ad aiutare gli altri, tutti mi dicono che vogliono aiutarmi e sono disposti a farlo, da avvocati ad altre figure. Mi hanno scritto migliaia di messaggi e non so come ringraziare tutti».

Fonte: Repubblica

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