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Il primo furbetto lo hanno beccato ieri pomeriggio a Milano, con tanto di qrcode sul telefonino prontamente esibito alla richiesta dell’addetto di una palestra a Porta Romana. Che però si è accorto subito che qualcosa non quadrata perché lui quel 21enne cliente lo conosceva e sapeva che il suo nome non era quello venuto fuori sulla schermata della app VerificaC19 che aveva dato luce verde al qrcode. Che era valido ma di un’altra persona. Per evitare guai, l’addetto alla palestra ha chiamato la polizia e il pomeriggio del giovane è finito in modo diverso da come l’aveva programmato. Alla richiesta dei documenti di identità il falso è venuto fuori e così è scattata la sanzione a cui seguirà una denuncia per falso.

Il weekend di ferragosto sarà il primo delicato banco di prova per i controlli sulle certificazioni verdi che Palazzo Chigi e il Viminale hanno annunciato severi. Oggi tutti i prefetti d’italiano riuniranno i comitati per l’ordine e per la sicurezza per predisporre i servizi, i cosiddetti pattuglioni che batteranno soprattutto i luoghi della movida e le località turistiche con due obiettivi primari: verifiche a campione dell’identità di chi accede a luoghi dove vige l’obbligo di green pass e pugno di ferro in tutti quei locali che si trasformano in discoteche abusive a cielo aperto. Ancora ieri diverse le chiusure disposte tra Emilia Romagna e Veneto. 

Saranno polizia, carabinieri, guardia di finanza ma anche i vigili urbani ad effettuare i controlli soprattutto nei locali al chiuso ma anche nei musei e nei luoghi di cultura o nelle manifestazioni all’aperto che in questi giorni si svolgono numerose in tutte le località turistiche anche se molte sono state annullate dalle amministrazioni proprio per l’impossibilità di controllare migliaia di green pass.

Una linea diretta è stata predisposta da molte prefetture per rispondere in via prioritaria alle chiamate di titolari di locali che, riscontrando evidenti falsità nell’esibizione del Pass, invece di procedere personalmente alla richiesta di documenti come pure consente loro la legge, preferiscono affidarsi alle forze dell’ordine. 

Fonte: Repubblica

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