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NEW YORK – La poliziotta bianca che ha ucciso un giovane afroamericano a Minneapolis è stata arrestata e accusata di omicidio colposo di secondo grado: sarà rinchiusa nel carcere della contea di Hennpin.

Minneapolis, 20enne afroamericano ucciso dalla polizia: le immagini dalla bodycam dell’agente

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Secondo lo statuto del Minnesota, il secondo grado scatta quando qualcuno “provoca un rischio irragionevole e consapevolmente assume iniziative che possono portare alla morte o grave danno a una persona”. E’ un tipo di reato che può portare a una condanna di dieci anni di carcere, che si riducono a quattro se l’imputato non ha precedenti gravi.

Kimberly Potter, 48 anni, che martedì si è dimessa dalla polizia assieme al capo, Tim Gannon, domenica era in servizio a Brooklyn Center, sobborgo a nord di Minneapolis, quando la sua pattuglia ha fermato Daunte Wright, 20 anni, in auto con la fidanzata. Il motivo iniziale era l’esposizione di un deodorante per auto penzolante sul vetro posteriore, una cosa non permessa dalla severa legge del Minnesota, che vieta di appendere oggetti che potrebbero provocare riflessi o rifrazione di luce, pericolosi per gli altri automobilisti.

Durante il controllo, è risultato a carico di Wright un ordine d’arresto per non essersi presentato, il 2 aprile, davanti al giudice. Tra i precedenti, il ragazzo aveva due denunce per vendita di marijuana e rapina aggravata. Wright si è divincolato ed è entrato in auto, deciso a fuggire. 

Minneapolis, la mamma del 20enne afroamericano ucciso dalla polizia: “Ho il cuore in mille pezzi”

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Come appare dalle immagini registrate dalla sua body cam, Potter ha impugnato con la mano destra la pistola credendo – sostiene – fosse il Taser, l’arma paralizzante. Ha urlato “Taser Taser Taser”, sparando un solo colpo, per poi esclamare ‘Shit’, dopo essersi accorta di aver commesso l’errore.

Wright è riuscito a rimettere in moto la macchina e a scappare, ma si è schiantato su un’altra auto dopo pochi isolati. La fidanzata, rimasta illesa, rispondendo al telefonino del ragazzo, ha annunciato in diretta alla madre di Wright la morte del figlio. La donna, su Facetime, ha visto il corpo. Il medico legale ha stabilito che la morte è stata provocata dall’unico colpo sparato dalla poliziotta.

Secondo la polizia di Brooklyn Center, è stato un “tragico errore”, nonostante Potter fosse in servizio da ventisei anni e il protocollo d’intervento fosse chiaro: la pistola viene tenuta sul lato della mano forte. Il Taser, su quello debole. La poliziotta è destrorsa e ha estratto la pistola con la destra. Il Taser era a sinistra.

L’ipotesi dell’incidente, sostenuta solo dalla polizia, non ha calmato la situazione in una città blindata, già ferita dalla morte, un anno fa, di un altro afroamericano, George Floyd, ucciso dalla polizia durante l’arresto, e in attesa della sentenza nei confronti dell’imputato, l’ex poliziotto Derek Chauvin. Per il terzo giorno consecutivo a Minneapolis ci sono stati scontri, lancio di gas lacrimogeni, devastazioni, e arresti. Ogni sera scatta il coprifuoco. La Guardia nazionale presidia la sede del dipartimento di polizia.

La famiglia del ragazzo ha chiesto di fermare le violenze. “Vogliamo solo giustizia”, ha detto la madre, Katie Wright. “Non siamo pronti ad accettare l’ipotesi dell’incidente – ha aggiunto l’avvocato Ben Crump, che ha seguito il caso Floyd e ora assiste la famiglia del ragazzo – Questo non è stato un incidente, ma un deliberato e illegale uso della forza”.

Fonte: Repubblica

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