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194543021 77c23279 8cf4 49d3 b1f7 77738cc78879 - Modenese, l'organizzatore delle feste vip nell'Amazzonia colpita dal Covid: "Non abbiamo fatto nulla di illegale, avevamo tutti il tampone"

La voce di Paride Modenese adesso arriva chiara e forte. Aveva provato a contattarci in piena notte, tardo pomeriggio in Amazzonia. Gli avevamo scritto una mail con il numero di cellulare. Che torna a squillare dopo aver perso la linea. Paride Modenese è l’italiano che abbiamo citato nel servizio dedicato alle feste che impazzano in Brasile nel pieno della pandemia. Raduni, incontri, eventi, concerti. Pubblici e privati. Clandestini, sul filo dei divieti che il Brasile decreta e annulla in un’altalena di decisioni che ha finito per far dilagare il Covid adesso ancora più aggressivo con le sue 96 varianti da poco scoperte. Vengono segnalate su un account Instagram che si batte per tenere al sicuro la popolazione dal coronavirus. Una battaglia difficile. Piena di minacce e aggressioni informatiche. Anche quella di Modenese è finita nel mirino.

“Non abbiamo fatto nulla di illegale, di penalmente rilevante. E poi non era un rave in mezzo all’Amazzonia. La gente che stava con noi, perché siamo un gruppo, una società che organizza eventi, non è gente da rave”.

E che tipo di gente è?
“Persone altolocate, di un certo ambiente. Vip, influencer, imprenditori, artisti, cantanti, chef, modelle… mi circondo sempre di molte modelle”.

Cosa avete fatto?
“Una crociera. Durava cinque giorni. Partenza il 2 aprile rientro il 6. Sul rio Negro, vicino a Manaus”.

Una crociera in Amazzonia con 330 mila morti.
“L’Amazzonia è un luogo magico, spettacolare. Lo abbiamo scelto e siamo stati accolti. L’Italia prevede una quarantena e l’obbligo del tampone. Il Brasile no. Si può entrare senza problemi. C’è un decreto che autorizza l’ingresso e viaggi liberi per i turisti”.

A Manaus, da dove siete partiti, la popolazione muore soffocata perché manca l’ossigeno vitale per chi ha il Covid.
“La nostra crociera non aveva nulla a che fare con tutto questo”.

Eravate in una bolla. Una bolla elitaria.
“I nostri ospiti pagano per il servizio che offriamo”.

Quanto costava la partecipazione?
“Dai 2 ai 5 mila euro. Come un albergo di lusso”.

Prezzi esclusivi.
“C’erano due panfili, ognuno aveva la propria cabina, le soste a terra, le escursioni, le visite. Adesso stiamo partendo per le cascate”.

Cosa avete fatto per cinque giorni?
“Navigato, preso il sole in spiaggia, nuotato. C’era il momento di meditazione, le lezioni di yoga”.

E le feste.
“Beh, certo pure le feste. Quelle ci sono sempre”.

Ne avete fatta una anche a terra. Insieme agli indigeni.
“Sì, effettivamente quella è stata un gap un po’ negativo. E’ l’unica sbavatura di un viaggio sicuro e senza eccessi”.

Non vi è venuto in mente che potevate contagiare i locali?
“Avevamo fatti tutti il tampone molecolare. Era compreso nel pacchetto. Siamo risultati negativi al Covid”.

L’Amazzonia è il centro mondiale della pandemia.
“Abbiamo fatto molta attenzione. Volevamo proteggere anche noi. E poi il gruppo che ci offerto lo spettacolo erano dei locali che normalmente lavorano con i turisti… erano contenti di riceverci, avevano il loro artigianato da mostrare e vendere, facevano qualche soldo. Ci hanno accolto felici”.

Scegliere il Brasile in questo momento non le pare poco adatto?
“Perché? E’ un posto bellissimo”.

E’ una questione di sensibilità. La gente muore, è disperata.
“Ognuno ha la sua sensibilità”.

La vostra qual è?
“Fare divertire le persone. In un ambiente sereno, esclusivo, sicuro, con bella gente”.

La polizia è intervenuta, ha fatto delle perquisizioni a bordo.
“Avevamo tutti i permessi e le autorizzazioni. La polizia sarà salita per cercare stupefacenti che ovviamente non ha trovato”.

Non vi ha multato per la festa fatta a terra?
“Sta valutando la cosa. Noi siamo tranquilli”.

Il viaggio continua?
“Sì. E’ la nostra specialità”.

La sua famiglia, storici industriali del legno, cosa dice?
“Non credo siano stati contenti di questa pubblicità. Ma ormai ci parliamo poco. Problemi di famiglia. Ho vissuto a Milano, dove ho studiato alla Bocconi, e dal 2017 sono uscito dall’azienda. Vivo a Dubai, mi occupo di tutt’altro. Ho una mia società, si chiama “Vita Bella”, organizza eventi. Mi raccomando lo scriva, con la Modenese group non c’entro più nulla”.

Fonte: Repubblica

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