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La cittadina portuale di Mocimboa da Praia è stata liberata dalla forza congiunta Mozambico-Ruanda. Caduta nelle mani degli estremisti islamici nell’agosto 2020, ne era diventata il quartier generale nella provincia in guerra di Cabo Delgado, Nord-Est del Mozambico.

L’annuncio è stato dato su Twitter dai ministeri della Difesa di entrambi i Paesi. Una vittoria strategica e simbolica che potrebbe essere l’inizio della fine di un conflitto che in quattro anni ha fatto più di 3 mila morti e 800 mila sfollati. In un territorio sempre più ricco, grazie ai 30 miliardi di dollari di proventi del gas liquefatto naturale, ma dove la popolazione vive in povertà e abbandonata dallo Stato.

Mocimboa da Praia ha rappresentato una base chiave per gli Shabaab mozambicani (che non hanno nulla a che fare con i jihadisti somali), anche chiamati Ansar al Sunna. L’insurrezione fu annunciata qui dopo un assedio di tre giorni che segnò l’inizio del conflitto. Era il 2017. E a Mocimboa, agosto 2020, gli Shabaab fecero sventolare la bandiera nera dell’Isis dopo averla conquistata.

Terroristi o “estremisti violenti”

L’affiliazione al Califfato rimane oggetto di controversia. Il Dipartimento di Stato americano e la comunità internazionale ha catalogato Al Sunna come gruppo terroristico internazionale: Isis-Mozambico. Analisti, religiosi e voci di rilievo dalla società civile mozambicana sostengono invece la tesi del “movimento estremista violento locale” (che chiamano Ve, “violent extremist”).

L’intervento del Ruanda

La liberazione di Mocimboa sancisce la vittoria di Kigali e del presidente ruandese Paul Kagame. Il 9 luglio il Ruanda ha inviato in Mozambico mille uomini, conquistando in un mese quello che il presidente mozambicano Filipe Nyusi non era riuscito a fare in quattro anni. E scavalcando il blocco sudafricano Sadc, di cui fa parte il Mozambico e non il Ruanda, che qui a metà luglio ha spedito una forza militare di 2.500 unità, operativa da oggi.

La missione congiunta delle forze ruandesi-mozambicane, ha “fatto perdere terreno ai terroristi”. “Si sono ritirati dalle loro zone d’influenza”, ha dichiarato il colonnello Omar Saranga, in una conferenza stampa nella capitale Maputo. I due eserciti hanno ripreso il pieno controllo della città, incluso porto, aeroporto e infrastrutture.

Il ruolo di Parigi

“Le truppe ruandesi sono state pagate dalle casse di Parigi”, scrivono i media locali citati dal sito Zitamar. La penisola di Afungi, nella provincia di Cabo Delgado ospita la “cittadella” della francese Total, il maggior investitore del Paese. Dall’assedio di Palma a marzo, Total ha sospeso tutte le operazioni e ha evacuato il personale.

Il giornalista scomparso

Poco dopo l’annuncio dell’intervento del Ruanda a sostegno di Nyusi, due mesi fa è scomparso un dissidente ruandese, il giornalista Cassien Ntamuhanga, accusato da Kigali di essere a capo di un movimento di opposizione e rifugiato in Mozambico. Maputo nega di averlo arrestato. Kigali nega di averlo prelevato. Un’associazione di rifugiati ruandesi in Mozambico e Human Rights Watch sostengono che il giovane sia stato consegnato alle autorità ruandesi.

Fonte: Repubblica

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