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L’ex leader birmano Aung San Suu Kyi, rovesciata da un colpo di stato militare, è stata accusata di corruzione, secondo quanto riportato  dal quotidiano ufficiale The Global New Light of Myanmar. L’ex capo de facto del governo civile è in particolare accusato di aver ricevuto “600.000 dollari e diversi chili d’oro” in tangenti. È anche perseguita per uso improprio della terra per la fondazione di beneficenza Daw Khin Kyi, da lei presieduta. Aung San Suu Kyi “è stata giudicata colpevole di aver commesso atti di corruzione usando la sua posizione.

È stata quindi accusata ai sensi dell’articolo 55 della legge anticorruzione”, ha detto il quotidiano. “Queste accuse sono assurde”, ha detto all’AFP uno dei suoi avvocati, Khin Maung Zaw.

“L’obiettivo è tenerla lontana dalla scena (politica) del Paese e offuscare la sua immagine”. Arrestata la mattina del 1 febbraio, il premio Nobel per la pace 1991 deve già affrontare numerose accuse che vanno dal possesso illegale di walkie-talkie all’incitamento al disordine pubblico e alla violazione di una legge sui diritti umani. Se giudicata colpevole, può essere bandita dalla vita politica e rischiare lunghi anni di carcere. Sono già in programma due processi nella capitale Naypyidaw, il primo a partire dal 14 giugno.
 

Fonte: Repubblica

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