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Il Niger ha votato domenica per le elezioni presidenziali e legislative in un clima di calma generale in tutto il Paese: un primo caso di transizione pacifica e democratica per l’ex colonia francese, indipendente dal 1960. Se tutto si concluderà pacificamente come si è svolto il voto, sarà il primo passaggio di poteri democratico in un Paese che in passato ha visto 4 colpi di Stato in un contesto di pesanti sfide del terrorismo jihadista.

“Chiunque sia il vincitore, la vittoria spetterà al popolo nigerino: è un giorno speciale per il Niger che vivrà per la prima volta nella sua storia un’alternanza democratica”, ha dichiarato il presidente uscente Mahamadou Issoufou che, dopo aver concluso due mandati, al contrario di molti colleghi africani non ha voluto ricandidarsi.

Il candidato del partito al potere, l’ex ministro dell’Interno Mohamed Bazoum, è il favorito a succedere a Issoufou, che lascia la presidenza dopo due mandati di cinque anni. Il Niger è stato teatro di quattro colpi di Stato dall’indipendenza dalla Francia, nel 1960. Hanno sfidato Bazoum altri 29 candidati: tra questi i due ex presidenti, Mahamane Ousmane e Salou Djibo. Lo scorso novembre la Corte costituzionale aveva dichiarato il principale candidato dell’opposizione, Hama Amadou, non candidabile a causa di una condanna, risalente al 2017, per un presunto traffico di minori. Amadou ha sempre respinto le accuse definendole una montatura. Oltre al presidente, si è votato per eleggere anche i 171 deputati dell’Assemblea nazionale.

Gli elettori erano 7,4 milioni di cittadini sui 23 milioni di abitanti del Paese, uno Stato con una età media della popolazione giovanissima, 16 anni, e con una media di 7,6 figli per donna.Il voto è andato avanti anche di notte. I giornalisti della France Presse hanno girato per i seggi della capitale Niamey: nella scuola Zongo il presidente e gli scrutatori dei seggi hanno lavorato fino a tardi con le lampade a petrolio fornite dal ministero dell’Interno per ciascun seggio. “La giornata si è svolta senza problemi”, ha detto Mahamadou Morou, presidente del seggio numero 231. I primi risultati per le presidenziali sarebbero attesi per oggi, mentre i dati definitivi potrebbero arrivare mercoledì o giovedì.

Issofou dopo 30 anni in politica spera di poter passare la mano al suo braccio destro, il potente ex ministro degli Esteri e dell’Interno Bazoum. Sostenuto dalla macchina elettorale del partito del presidente uscente, Bazoum ha promesso ai suoi concittadini che metterà l’accento delle sue politiche sull’educazione e sulla sicurezza, continuando la lotta contro i jihadisti che viene sostenuta dall’operazione militare “Barkane” della Francia.

 “La campagna elettorale è stata pesantemente influenzata dai soldi che il partito al potere ha fatto girare fra gli elettori”, dice l’ex ministro degli Esteri Ibrahim Bakouba di un partito d’opposizione.  

Il Niger è un Paese importante anche per l’Italia perché è uno dei corridoi di passaggio dell’immigrazione illegale dalle regioni dell’Africa Occidentale verso la Libia e il Mediterraneo. Ma soprattutto è un Paese cruciale nella lotta al terrorismo jihadista. In vista delle elezioni ci sono stati due attentati, il primo nell’Ovest del Paese: il 21 dicembre il movimento dello “Stato Islamico nel Grande Maghreb” ha ucciso 7 soldati. Il 12 dicembre invece i militanti di Boko Haram hanno fatto 34 morti sconfinando dalla Nigeria, nell’Est del Paese. Fonte: Repubblica

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