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La copia del verbale della denuncia della prima ragazza che aveva raccontato delle molestie subito dal suo professore di storia e filosofia è rimasto per mesi nella cassaforte dell’ufficio della dirigente scolastica Silvana Romeo che, arrivata pochi mesi prima in quella scuola, ha scoperchiato una vicenda che ora potrebbe portare a processo un professore di 64 anni di Gallitae, con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di cinque ex allieve dell’istituto. “Una ragazza si è confidata con me raccontandomi che cosa fosse successo e io mi sono rivolta alla polizia quel giorno stesso perché non era una vicenda che andava chiarita e su cui si poteva perdere tempo”, racconta la dirigente. Ora la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il docente che dal 9 dicembre non insegna più all’interno della scuola.

Con un provvedimento del tribunale è stato interdetto dalla professione per un anno, poco dopo quella misura è arrivata anche la sospensione da parte dell’ufficio scolastico regionale. “Il provvedimento era stato notificato quella mattina ed era immediatamente esecutivo tanto che il professore non si è presentato a scuola quel giorno e non l’ho mai più sentito da allora”, racconta ancora la dirigente. Per i mesi in cui le indagini erano in corso, però, è stato un po’ come camminare sulle uova. Il liceo novarese doveva continuare la sua attività scolastica senza turbare la serenità degli studenti che non erano stati coinvolti dalla vicenda.

La dirigente era la sola a sapere dell’esistenza di quel verbale che denunciava comportamenti inappropriati da parte del professore e con il tempo sono emerse altre accuse che – se la vicenda arriverà a processo – dovranno essere discusse in aula. “Era necessario il riserbo assoluto per permettere le indagini – racconta – il professore era a scuola ma certamente sorvegliato fino a quando non è arrivato il provvedimento di sospensione”.  La didattica a distanza e nuove regole per evitare assembramenti tra gli studenti avevano aiutato la scuola a impedire che ci fossero altri incontri.

Il professore è accusato di violenza sessuale con l’aggravante di aver abusato del suo ruolo di educatore.

L’uomo è accusato di aver avvicinato le ragazze, una ancora minorenne, le altre appena maggiorenni, con la scusa di aiutarle a preparare la maturità. Una delle ragazze lo accusa di averla attirata in una delle aule meno frequentate della scuola con quella scusa e di averla baciata e palpeggiata. A volte – hanno ricostruito gli investigatori della squadra mobile di Vercelli diretti da Valeria Dulbecco – il professore incontrava le sue allieve anche a casa. Tutte hanno trovato il coraggio di parlare dopo aver finito il liceo, sicure di non dovere avere più nulla a che fare con il docente. 

Fonte: Repubblica

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