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213628207 bd54c2c8 482e 467a a47a 38f1a27e1950 - Nuova Zelanda, tre giorni di congedo parentale nei casi di aborto spontaneo

LONDRA – Tre giorni di lavoro pagato per i genitori che vivono la tragica esperienza di un aborto spontaneo o di un nascituro morto prima o durante il parto. È una nuova legge della Nuova Zelanda, come riporta il New York Times, e secondo i legislatori locali è la prima al mondo di questo tipo.

“Permetterà alle donne e ai partner che hanno subito un trauma simile di non dover far finta di niente e tornare a lavorare subito dopo”, dice la deputata laburista Ginny Andersen che ha presentato il disegno di legge, “fino a questo momento si doveva dimostrare di essere sempre stoici e andare avanti, questa legislazione invece riconosce il diritto di fermarsi un momento dopo un dolore simile, prendere tempo, e recuperare dal punto di vista psicologico ed emotivo. Così tuteliamo la dignità delle donne”. 

In realtà questa legge estende qualcosa che era già previsto da Wellington ma, sino a oggi, solo in caso di aborto spontaneo o morte perinatale dalla ventesima settimana in poi. Ora invece, come sostenuto dal governo in carica di Jacinda Ardern e dal suo partito laburista, si applicherà in ogni momento della gravidanza e per entrambi i genitori. La misura dovrebbe diventare definitivamente legge nelle prossime settimane. “Siamo la prima nazione ad applicarla in ogni momento prima del parto”, ha sottolineato Andersen. Per esempio in Australia questi giorni di assenza retribuiti si applicano dalla dodicesima settimana, nel Regno Unito dalla 24esima mentre gli Stati Uniti non hanno una legislazione chiara a riguardo. 

La nuova legge del governo di Jacinda Ardern non si applica però in caso di aborto volontario, che tra l’altro in Nuova Zelanda è stato depenalizzato soltanto l’anno scorso, come ricorda il quotidiano americano.

Fonte: Repubblica

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