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NEW YORK – Dall’American Dream al sogno finlandese il passo è stato breve. Dopo aver lanciato un appello alle migliori menti tecnologiche del pianeta per andare in Finlandia per un periodo di 90 giorni, e poi decidere se restare, il Business Hub di Helsinki ha ricevuto più di 3.500 domande in appena 35 giorni. Una su tre è arrivata da americani e canadesi, desiderosi di lavorare con aziende finlandesi, molti in remoto, altrettanti pronti a trasferirsi a Helsinki con moglie e figli e cominciare una nuova vita nella terra dei Nokia, il 5G e il sistema operativo Linux, e dove multinazionali tech come Google hanno aperto campus di ricerca. 

Il “90-Day-Finn” è un programma che offre 90 giorni di ospitalità totale, dalla casa alla scuola per i figli fino alla completa assistenza sanitaria. Se alla fine della prova i candidati vogliono fermarsi verranno assistiti in ogni passo. «Non siamo nella lista dei desideri delle persone — ha spiegato Johanna Huure, di Helsinki Business Hub — ma sappiamo che una volta arrivati qui, poi la gente tende a restare. C’è un’enorme competizione globale per il talento, così abbiamo pensato di farlo in modo creativo». Le domande dovevano essere presentate tra il 4 novembre e il 10 dicembre. Le persone selezionate, tutte esperte nel campo della tecnologia, sono state già contattate. Il periodo di prova comincerà a febbraio, giusto in tempo per provare il brivido dell’inverno nordico. 

A colpire è il successo tra gli americani. Una volta si sognava la California, adesso gli americani sognano la Finlandia. «In un periodo di lockdown, ingiustizie sociali, tensioni politiche e civili — scrive Huure — abbiamo voluto offrire un’alternativa a single, coppie, famiglie. Possono combinare lavoro, casa e piacere in un modo difficile da immaginare per molti americani». Ad attrarre non c’è solo la prospettiva di un lavoro, ma il sistema sociale, che prevede il congedo parentale, il contatto con la natura e il modo con cui il governo finlandese ha affrontato l’emergenza della pandemia.

Se Donald Trump aveva tentato inutilmente di acquistare dalla Danimarca gli oltre 400 miliardi di tonnellate di ghiaccio della Groenlandia, nell’immaginario di molti americani, la Finlandia è l’America artica, il nuovo sogno on the rocks. Paese a bassa corruzione, per la terza volta consecutiva votato il più felice al mondo dal World Happiness Report 2020, dove gli Stati Uniti risultano in coda, al 18° posto, davanti solo a Repubblica Ceca e Belgio, dietro Germania, Irlanda e Costa Rica. Se ve lo state chiedendo, la risposta è no: nella top 20 l’Italia non figura. In tempi di crisi, isolamento, Black Lives Matter, battaglie legali, suprematisti, gli americani hanno visto nella Finlandia tutto quello che non hanno. Il sistema giudiziario è considerato il più indipendente al mondo, la polizia è quella che più trasmette fiducia, le aziende sono al secondo posto per etica. E poi il resto: notti polari, il sole a giugno e luglio mai sotto l’orizzonte, gli hotel igloo dove fa -3°C quando fuori è -30°C, le atmosfere rarefatte dei romanzi di Arto Paasilinna e le gare di corsa con moglie sulle spalle e lancio di telefonino. 

La distanza tra l’America reale e quella del sogno, come nelle canzoni di Bruce Springsteen, qui viene riempita dal ghiaccio finlandese. «Ringrazio di aver lasciato la Silicon Valley — commenta Harinder Jasqal Korhonen, biochimico emigrato in Finlandia nel 2019 — ho molto più tempo per stare con i miei figli, e loro possono andare a scuola da soli o prendere l’autobus. Non sarà la Bay Area, ma qui trovano molta più libertà».

Fonte: Repubblica

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