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I risultati conseguiti nella lotta al Covid, gli obiettivi raggiunti con il Recovery Fund e poi le sfide del futuro: la riforma del Patto di Stabilità e il Progetto di Difesa comune. Nel discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento riunito a Strasburgo, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha centrato l’attenzione essenzialmente su questi quattro punti. Con due obiettivi: rivendicare il lavoro fin qui svolto e identificare un nuovo contorno alla sua presidenza in questa seconda metà di mandato. Un’esigenza che sta diventando impellente alla vigilia delle elezioni tedesche che segneranno l’uscita di scena di Angela Merkel, la sua prima sponsor politica. Senza la Cancelliera, per la presidente di Commissione non sarà altrettanto facile e ha bisogno di assegnare un nuovo carattere al suo ruolo. E deve farlo con nuove sfide: il patto di Stabilità e l’esercito europeo.

“Ciò di cui abbiamo bisogno – ha detto in particolare su quest ultimo punto – è l’Unione europea della difesa”. L’Ue, quindi, potrebbe presto creare “un proprio Centro comune di conoscenza situazionale”. Von Der Leyen – come anticipato da Repubblica – sta pensando ad un nuovo gruppo di intervento militare che non sia formato solo da soldati di terra, ma anche jet e navi. Che abbia un reparto che si occupi della Cyberdifesa e della “corsa agli armamenti nello spazio”. “L’Europa può essere in grado – è la sua idea – di fare di più in autonomia” perché “vi saranno missioni in cui la Nato o l’Onu non saranno presenti ma a cui l’Ue dovrebbe partecipare”. Per tutto questo serve la volontà politica e istituire un rinnovato “processo decisionale collettivo”. Per questo nel prossimo semestre – sotto la presidenza Macron – verrà convocato un vertice sulla difesa europea e entro il 2021 verrà elaborata una dichiarazione congiunta Ue-Nato.

La sfida riguarda anche la revisione del Patto di Stabilità. Le regole del Fiscal compact che durante la pandemia si sono rivelate inadeguate al punto che sono state sospese fino alla fine del 2022. “Nelle prossime settimane – ha confermato – la Commissione avvierà il dibattito sul riesame della governance economica, nell’intento di costruire ben prima del 2023 un consenso sulla via da seguire”. Sono noti, infatti, i dissensi dei cosiddetti paesi “frugali” come Austria e Olanda contrari a correggere il Patto in particolare sulla parte che riguarda controllo del debito e del deficit pubblico. Von Der leyen però ha osservato che rispetto alla precedente crisi, questa volta i Paesi non ci metteranno otto anni a tornare ai livelli di Pil pre-crisi. Il segno che le modifiche si sono rivelate efficaci. “nell’ultimo trimestre la crescita della zona euro ha superato sia quella degli Stati Uniti che quella della Cina”.

Ospite d’eccezione della seduta parlamentare è stata la campionessa delle paralimpiadi, Bebe Vio. “La sua storia – sottolinea la presidente della Commissione – è l’emblema di una rinascita contro ogni aspettativa”.

Fonte: Repubblica

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