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204630718 4c8f994e a0a8 47a3 aef8 db12400c5650 - Perché la storia di Squid Game contrabbandata in Corea del Nord non è credibile

PECHINO – No, Squid Game non è entrato illegalmente in Corea del Nord. E no, per l’uomo che avrebbe distribuito nel regno eremita le copie pirata della popolare serie tv sudcoreana non ci sarà nessuna condanna a morte. A smontare la notizia circolata oggi e pubblicata da Radio Free Asia è NK News, sito molto attento e attendibile riguardo alle questioni nordcoreane basato a Seul. “È logicamente e concettualmente impossibile” che una copia sia entrata nel Paese, dicono gli esperti interpellati. Che aggiungono: chi scrive il contrario forse vuole sfruttare la popolarità della serie per farsi un po’ di pubblicità. 

Radio Free Asia aveva riportato – citando soltanto fonti anonime – che uno studente sarebbe entrato in possesso di una chiavetta Usb contenente gli episodi della serie. Episodi piratati entrati dalla Cina agli inizi di novembre in Corea del Nord via nave. Dall’inizio del 2020, ricorda invece NK, Pyongyang ha bloccato il passaggio di merci e persone alle proprie frontiere, visto che il Paese è sigillato causa Covid. Ishimaro Jiro, fondatore di Asia Press Rimjingang, ricorda, poi, che la nuova legge entrata in vigore nell’ottobre dello scorso anno consente di sparare a chiunque si trovi a meno di due chilometri dalla frontiera. Contrariamente alle frontiere terrestri – chiuse – qualche sporadica nave attracca ancora nel Nord, è vero, specialmente al porto di Nampho. Ma le quarantene e i processi di disinfezione dovuti alla pandemia fanno sì che le merci, prima di sbarcare, ci mettono mesi.

Le analisi di NK e del Royal United Service Institute di Londra effettuate a luglio, hanno evidenziato come le navi al porto di Nampho rimangano ancorate circa due mesi, tra un’operazione anti-Covid e l’altra. Considerando che Squid Game è uscito su Netflix il 17 settembre, come avrebbe avuto il tempo una copia pirata di arrivare in territorio nordcoreano agli inizi di novembre ed essere poi distribuita segretamente? 
“L’intero Paese vive in uno stringentissimo lockdown”, ricorda Martyn Williams, ricercatore dello Stimson Center di Washington. “Come avrebbe fatto a circolare la serie tv in così poco tempo?”. “Squid Game è uscito due mesi fa”, continua Ishimaro. “E in quell’articolo c’è scritto che da quando le copie sarebbero entrate quelle persone sono state arrestate, processate e perfino condannate davanti al plotone di esecuzione. Nemmeno in un Paese come la Corea del Nord queste cose succedono in due mesi”. 

Fonte: Repubblica

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