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“Quelle immagini e i relativi messaggi erano ironici e non erano riferiti a nessuna persona in particolare. Per quanto fuori luogo, lo scopo non era certo quello di offendere o criticare qualcuno. Mi dispiace tantissimo per la situazione che si è creata, soprattutto per le persone che si sono sentite ferite. Chiedo scusa a tutti”. Il messaggio è anonimo, sta girando in questi giorni nella scuola superiore piacentina dove è scoppiato il caso dei biglietti scioccanti contro una studentessa che era rientrata in classe dopo un’interruzione volontaria di gravidanza.

Il biglietto di scuse è riportato dalla Libertà di Piacenza. L’istituto sta cercando di capire l’identità dell’autore. Quando è tornata a scuola sulla porta della sua classe, lungo tutto il corridoio che porta alla sua aula, la studentessa aveva  trovato appesi quei foglietti con l’immagine di un feto e quelle frasi offensive e vergognose: “Questo eri tu”, “ho bisogno di afFETtO”.

La ragazza, che ha denunciato la cosa per “far capire quanto sia importante la delicatezza nel trattare certi argomenti e difendere i diritti delle donne”, vorrebbe parlare con chi ha scritto i biglietti: “Mi piacerebbe incontrare chi è stato, parlarci, spiegare, solo io e lui, senza renderlo noto, non cerco giustizia pubblica, vendetta, io non voglio far male a nessuno”. Un invito a uscire dall’anonimato.

Fonte: Repubblica

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