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174644928 3878959f 1846 442a b0cb 05ea1e162009 - Piano di rilancio della Palmaria, l'avvertimento della Commissione Europea: attenzione agli "impatti ambientali"

Nuovo capitolo della vicenda Masterplan, cuore del piano di valorizzazione promosso dalla Regione Liguria per ridisegnare il volto dell’isola Palmaria, nell’arcipelago Spezzino. È arrivato il riscontro della Commissione Europea alla petizione presentata sul tanto discusso documento dal movimento Palmaria Sì Masterplan No, insieme a Legambiente Liguria, Lipu e Wwf Liguria. I firmatari hanno reso noto oggi che la Commissione ha condiviso alcune delle criticità sollevate, esprimendo perplessità in ordine alla natura del Masterplan, indicandolo come “un atto volontario che esprime una dichiarazione di intenti piuttosto che un piano o programma specifico” e sottolineando che “in particolare, non è chiaro in quale fase sia prevista una procedura di valutazione ambientale e se essa sarà effettuata per l’intero piano”.

Questo gioiello naturale, patrimonio dell’Umanità Unesco ed inserito nel parco regionale di Porto Venere è ora al centro di due visioni opposte: riqualificazione, con il recupero di strutture esistenti ed in gran parte disastrate da destinare all’accoglienza o mantenimento dell’identità selvaggia, ad appannaggio di un turismo leggero e di un basso impatto sull’ambiente? Il nodo centrale nei riscontri riguarda la Vas, la Valutazione ambientale strategica. “Nel caso in cui i contenuti del Masterplan siano assorbiti nell’atto di intesa, – si legge – sarebbe ragionevole assicurarsi che gli impatti ambientali delle trasformazioni previste siano presi in debita considerazione il prima possibile e, in ogni caso, prima di iniziare gli interventi di riqualificazione”.

Sulla questione interviene la legale del movimento Palmaria Sì Masterplan No, Francesca Lanznaster. “Riguardo la Vas – spiega – siamo in uno stato nebuloso: hanno avviato il procedimento per la fase preliminare, che dovrebbe essersi concluso, ma non ci risulta che esista una comunicazione ufficiale di attuazione della stessa”. Cosa potrebbe comportare, quindi, in concreto questo nuovo step? “Se venissero rilevate violazioni del diritto comunitario, la Comunità Europea potrebbe avviare una procedura d’infrazione contro la Regione Liguria e l’Italia. Ci auguriamo tutti di non arrivare a questo punto, ma per noi questo riscontro è importante: le considerazioni su un intervento del genere devono esser fatte secondo i giusti canoni e soprattutto prima dell’inizio del percorso, che su di esse dovrebbe modellarsi. Non servirebbe a cose fatte”. 

Fonte: Repubblica

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