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BERLINO – Un nipote del primo ministro polacco, il sovranista Mateusz Morawiecki, un ragazzo diciottenne di cui non vengono fornite le generalità per rispetto della privacy, è stato fermato e picchiato mentre era a terra dalla polizia verso la fine delle manifestazioni europeiste e contro il divieto d’aborto che si sono tenute domenica in tutto il Paese. 

Il giovane ha detto ai media indipendenti e alle agenzie di stampa internazionali di essere stato improvvisamente attaccato dai reparti antisommossa della polizia insieme ad altre quattro persone. Ha aggiunto di essere stato picchiato, come gli altri quattro fermati, mentre era immobilizzato a terra durante lo stato di fermo. Al momento non risulta che le autorità abbiamo mosso accuse formali, né da parte della polizia né da parte della magistratura ormai strettamente controllata dall’esecutivo. Le fonti ufficiali mantengono il silenzio sui fatti, anche il premier, zio del ragazzo, non risulta aver lasciato alcuna dichiarazione in merito.

Centinaia di migliaia di persone sono scese in strada domenica nella capitale Varsavia, riempiendo la Piazza del Castello dove comincia il centro storico, e in molte altre città grandi, medie e piccole. C’è chi dice in trenta città almeno, a cominciare dai centri maggiori, oltre Varsavia, a Cracovia, Danzica, Poznan, Breslavia, Katowice. Secondo i sondaggi il 90% della popolazione polacca vuole che il loro Paese resti nell’Unione europea.

Parlando a Varsavia, il leader storico dell’opposizione Donald Tusk, ex premier riformista ed europeista del boom economico dal 2007 al 2015, ha denunciato con toni durissimi la decisione della Corte costituzionale  di voler dare al diritto polacco la primazia sulle decisioni della corte di giustizia europea. Questo, egli ha detto, è un passo verso la Polexit, l’uscita dalla Ue che porterebbe il Paese a una catastrofe economica e a una spaccatura pericolosa della società.

Il governo, poche ore prima, per bocca del premier Morawiecki in persona ha negato di volere una Polexit. Vogliamo restare in Europa, ma vogliamo un’Europa con un riequilbrio tra poteri di Bruxelles e poteri degli Stati nazionali, vogliamo integrazione senza omologazione e assimilazione perché la forza dell’Unione europea sta nella diversità e autonomia tra le nazioni e gli Stati che la compongono, ha detto. Tanto più a seguito dell “evidente indebolimento della leadership degli Usa in Occidente”, ha detto ancora il primo ministro, l'”Europa e la Polonia hanno bisogno di un’Unione europea più bilanciata nella ripartizione di poteri e competenze tra Commissione e governi nazionali”.

Fonte: Repubblica

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