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204222935 671c234f 7fe9 417c 9490 10ad9d67ffea - Repubblica ceca, Babis pronto a trasferire il potere alle opposizioni

Il premier ceco Andrej Babis getta la spugna. Sconfitto di misura dalle due coalizioni europesite e filooccidentali alle elezioni parlamentari dell’8 e 9 ottobre, venerdí sera il tycoon si è dichiarato pronto a cedere il potere alle opposizioni vincitrici. Finisce la stagione del premier sovranista dopo che è venuta meno anche l’ipotesi che Babis ricevesse il mandato per formare il nuovo governo dal presidente della repubblica Milos Zeman, il quale aveva detto che avrebbe conferito l’incarico al capo del primo partito per voti ricevuti e non alla prima coalizione.

Le elezioni avevano dato per risultato una sconfitta di stretta misura ma comunque decisiva per Babis e il suo partito populista euroscettico e vicino all’autocrate ungherese Viktor Orbán, partito che si chiama Ano, cioè Unione di cittadini insoddisfatti. La parola Ano in ceco significa sí ma questa volta i cechi, stanchi di conflitti d’interessi, accuse di malversazione di fondi dell’Unione europea e sotto shock per il coinvolgimento di Babis nei Pandora Papers per investimenti illeciti e non tassati per una somma calcolata tra i 15 e i 22 milioni di euro, hanno detto no.

Fino a venerdì, Babis insisteva nel rivendicare l’incarico, sicuro dell’appoggio del capo dello Stato il quale però è gravemente malato, ricoverato nella sezione rianimazione e anestesia del reparto terapia intensiva dell’ospedale militare di Praga in condizioni serie. Il Parlamento uscente sta già esaminando l’eventuale avvio della procedura di sospensione degli incarichi del capo dello Stato per gravi ragioni di salute.
Nelle sue dichiarazioni Babis ha anche detto a chiare parole che rifiuterebbe comunque un mandato offertogli per formare il governo.

L’alleanza tra le due coalizioni filooccidentali ed europeiste, i vincitori del voto liberalconservatori di Spolu (insieme) e PirStan (Pirati e sindaci europeisti) è pronta col suo candidato, il leader di ODS (liberalconservatori membri di Spolu) Petr Fiala, che sta già lavorando a ritmo accelerato a un programma di governo. Le cui prime priorità sono state già rese note: la lotta a ogni abuso di potere, conflitto dinteressi e investimenti illegali, e la riduzione in corsa del deficit portato improvvisamente in poche settimane da una condizione compatibile col Patto di stabilità (sebbene la Cechia non appartenga all’Eurozona) al 5% del prodotto interno lordo con aumenti di stipendi e pensioni di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione.

Qualcosa, si sta dunque muovendo in Europa a svantaggio del sovranismo: in Polonia la società civile è scesa in piazza contro la sentenza della Corte di Varsavia che sancisce il primato del diritto nazionale polacco su quello europeo; in Norvegia il laburista Store s’insedia come nuovo premier dopo la recente vittoria elettorale. 

Fonte: Repubblica

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