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225459589 8e724f97 996d 4969 bba2 29242fce2b14 - Ristori 5, lo sprint per anticipare la crisi di governo

ROMA – I motori sono accesi per il “Ristori 5”, il primo decreto di intervento di sostegno all’economia e alle categorie colpite del nuovo anno, il quinto della categoria “Ristori” (con cassa integrazione, fondo perduto per le partite Iva, rinvii fiscali e sanità) e il nono dal pionieristico “Cura Italia” del marzo dello scorso anno. In tutto, 108 miliardi per quattro richieste di scostamenti di bilancio che hanno portato il deficit dello scorso anno al 10,8 per cento.

Ora c’è il via libera politico, sia del ministro dell’Economia Gualtieri che della maggioranza (ieri in tal senso sono intervenuti una schiera di esponenti dei Cinque stelle e di Italia viva) e, dopo la chiusura della partita del Recovery, sarà l’immediata scadenza del governo. Anche per mettere il decreto Ristori al riparo di una eventuale crisi. Lo schema prevede la richiesta di nuovi fondi per “allargare” il deficit, attualmente previsto dal governo al 7 per cento del Pil di 1,5 punti: in pratica, un incremento di circa 24 miliardi che, come è accaduto in passato, potrebbe salire fino a 30 miliardi.

Avuto l’ok del Parlamento, il governo presenterà il nuovo provvedimento che avrà al centro la auspicabile chiusura dell’anno drammatico dei contributi a fondo perduto: l’Agenzia delle entrate ha riferito di aver compiuto la missione di erogazione con 3,3 milioni di bonifici accreditati per un totale di 10 miliardi di euro. Ora, secondo le intenzioni del governo, si dovrà chiudere l’anno orribile con una misura definitiva che potrebbe assumere la forma di una detrazione fiscale speciale e non ricalcare la tradizionale erogazione a fondo perduto. Anche le categorie, come hanno fatto capire ieri il ministro degli Esteri Di Maio e la viceministra dell’Economia Castelli, potrebbero superare le circa 160 dei celebri codici Ateco e svincolarsi dal colore delle zone sottoposte ai vari generi di lockdown: insomma, il sostegno potrebbe essere generalizzato a tutti coloro che hanno avuto perdite di fatturato nei primi sei mesi dello scorso anno (non più ad aprile 2020 su aprile 2019).
Non è escluso che questa volta entrino nella partita dei ristori anche i professionisti “ordinisti” (avvocati, architetti, eccetera) come chiedono da tempo le opposizioni con le quali si sono concordate alcune misure durante il passaggio in Commissione Bilancio della Camera della “Finanziaria”. Per ora il ristoro, oltre a lavoratori stagionali e precari, è stato allargato alle cosiddette gestioni separate Inps, cioè le nuove professioni senza ordine (web manager, venditori porta a porta, consulenti).

L’altra misura cruciale è il rinnovo delle risorse per la cassa integrazione Covid. Ieri la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha confermato che ci sarà l’intervento per la cig che scade a marzo insieme al blocco dei licenziamenti.

Definito l’intervento sui vaccini che, come annunciato da Gualtieri in una intervista al Corriere della sera, avranno a disposizione risorse di circa un miliardo e mezzo, dopo i 400 milioni stanziati dalla legge di Bilancio. Incremento anche per i fondi per la sanità: si lavora a garantire 3 miliardi «supplementari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Fonte: Repubblica

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