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Il debutto è stato positivo, nonostante qualche intoppo, secondo il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, anzi “straordinario”. Oggi in classe sono tornati quasi 4 milioni di studenti da 10 Regioni d’Italia, più della metà di tutta Italia. Ma la novità del giorno, oltre al ritorno per tutti in presenza dopo un anno di Dad e qualche sprazzo di scuola, è stata pure la piattaforma a semafori con cui controllare il Green Pass di maestri e prof. Bene, dice Bianchi, “è attiva dalle 7 e ci sono state oltre 900.000 verifiche in un’ora. Se considerate che non tutto il paese è partito, ma 4.500 scuole su 8.000, pensate che risultato straordinario che è. Tutto ieri – spiega Bianchi da Bologna – l’abbiamo provata l’ultima volta. Funziona. Me la stanno domandando in giro per l’Europa”.

Anche a Roma, dove diversi presidi erano dubbiosi per il funzionamento della piattaforma tra la poca dimestichezza, i grandi numeri delle scuole, la necessità di sdoppiarsi tra più scuole per via delle reggenze, “ha funzionato tutto bene” ammette Mario Rusconi, presidente dell’Associazione dei presidi della capitale.

Fronte genitori, tra gli esterni per i quali il Pass è necessario anche solo per entrare in cortile ad accompagnare i propri figli, l’assessore di Milano, Laura Galimberti, racconta: “C’è stato solo qualche episodio in cui i genitori non erano in possesso del Green Pass, ma l’ingresso è stato ordinato perché hanno dato la delega ad altri genitori”. 

Il responsabile dell’Istruzione ha anche inviato una lettera a tutta la comunità scolastica: “Siamo tornati in classe, è una gioia vedere le classi piene di ragazzi. Riparte una scuola che deve non solo riaprire – in molte regioni è stata aperta lo scorso anno – ma anche ripensarsi, deve tornare a essere il centro della nostra comunità ed essere conscia di se stessa. Il compito della scuola quest’anno è farci sentire Paese”.

In molte città però, per garantire la presenza, si va a scuola a turni. Succede a Bari, ad esempio: le scuole apriranno il 20 in Puglia ma qualche istituto ha spalancato i cancelli in anticipo e si è trovato alle prese con il decreto prefettizio che impone ingressi scaglionati alle 8 per il 75% degli alunni e alle 9.40 per il restante 25%. I sindacati sono già in agitazione e hanno convocato per il 17 un presidio.

La criticità più grave a Piacenza: lezioni sospese alla scuola elementare e materna Mazzini di Piacenza, in centro città, poiché il personale Ata ha aderito in massa allo sciopero del sindacato Anief contro la richiesta del Green pass, rendendo impossibile l’avvio dell’anno scolastico nell’istituto primario. Le forze dell’ordine sono intervenute anche in una scuola media della città, l’Anna Frank, al suono della campanella. Un dipendente della scuola infatti, non aveva il passaporto sanitario anti-Covid divenuto obbligatorio per chi lavora nel settore della pubblica istruzione. 

Gli studenti però, scottati da un anno pieno di incertezze, non si fidano. Sono pessimisti sul ritorno in classe e sulle parole del ministro che ha più volte ripetuto: “Mai più Dad per tutti. E solo classi o istituti chiusi, ma non città o Regioni, in caso di contagi o grossi focolai”.

Secondo un sondaggio condotto da “ScuolaZoo”, la più grande community di studenti, su 22 mila ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni di tutta Italia, ben il 79% (8 studenti su 10 in pratica) non crede infatti alle dichiarazioni del responsabile della Scuola sul fatto che non si tornerà a fare lezione da casa. Anzi lo stesso numero di ragazzi è convinto che entro tre mesi si ricomincerà a seguire i prof a distanza attraverso webcam e pc. Il timore è una quarta ondata prima di Natale che costringa alla Dad. 

Altro dato: fin qui la didattica a distanza non era vista poi così male dagli iscritti a licei e tecnici o professionali. Nel nuovo anno scolastico il 53%, più di un ragazzo su due, è invece decisamente contro questo modello di insegnamento. 

Tra le preoccupazioni più forti dei ragazzi (raccolte sempre da ScuolaZoo) restano l’uso della mascherina in classe (che va indossata sempre, “ma se sono tutti vaccinati non abbandoniamo l’idea di poterla abbassare” spiega Bianchi), il ritorno del compagno di banco (possibile perché la distanza di un metro tra bocca e bocca è raccomandata ma solo laddove possibile), la ricreazione e l’educazione fisica (consentite con distanze di almeno due metri nel caso di sport comunque non di contatto) e il comportamento da tenere nel caso in cui ci sia un positivo nella propria classe (scatta la quarantena di 7 giorni in caso di vaccinati, di 10 se non si è vaccinati; “saremo chirurgici nelle chiusure” aggiunge il ministro).

Le altre incognite riguardano i trasporti (sarà un caos o le 5800 corse in più basteranno?), le cattedre (saranno tutte coperte come annunciato grazie alle nuove assunzioni e ai supplenti o no?) e il primo sciopero lanciato proprio per oggi dall’Anief insieme alle proteste di alcune organizzazioni studentesche come la Fgc e l’Uds contro classi pollaio (il 2,9% del totale secondo calcoli, al ribasso, del ministero). 

Tra le novità di quest’anno anche lo screening volontario gratuito e a rotazione con i test salivari molecolari. A regime saranno quasi 110 mila gli studenti da testare ogni mese. Si attende a giorni la decisione sulla loro validità anche ai fini dell’ottenimento del Green Pass. “Su questo decideremo insieme con le autorità sanitare e il generale Francesco Figliuolo” ha concluso il ministro.

Fonte: Repubblica

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