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La polizia dei Paesi Bassi ha sparato ieri sera diversi colpi di avvertimento nel porto di Rotterdam per disperdere una protesta contro le misure anti-Covid che stava diventando violenta, e almeno due persone sono rimaste ferite. Altre cinque persone sono poi state ferite negli scontri. Centinaia di manifestanti si erano riuniti per esprimere la propria contrarietà al progetto del governo di limitare l’accesso agli eventi al chiuso solo a chi sia in possesso di un “corona pass”, un certificato con cui mostri cioè di essere vaccinato o di esser guarito dal Covid e non più – come è previsto finora – anche di essere risultato negativo a un tampone. È stata dunque la proposta di togliere il tampone dal “pass” e di passare al cosiddetto sistema “2G” a scatenare la rabbia dei manifestanti.

La protesta è sfuggita di mano, secondo quanto riporta Nos. Al grido “libertà”, i manifestanti hanno fatto esplodere pesanti fuochi d’artificio e hanno lanciato oggetti. Le forze dell’ordine, incluso il reparto antisommossa, erano presenti in massa e hanno schierato un cannone ad acqua. Almeno un’auto della polizia è stata incendiata e altre sono state danneggiate dai manifestanti. Anche i vigili del fuoco sono stati colpiti mentre spegnevano l’incendio. «Ci sono stati feriti in seguito agli spari di avvertimento», ha ammesso la polizia. Venti persone sono state arrestate. Il sindaco ha definito la notte “un’orgia di violenza”.

I Paesi Bassi, dove ieri si sono registrati ben 21.026 nuovi casi e 37 morti, lo scorso weekend hanno reimposto alcune misure di lockdown per tre settimane: ad esempio bar e ristoranti ora chiudono alle 20. Il governo di Mark Rutte aveva già reimposto l’uso delle mascherine nei negozi a inizio novembre, perché la situazione è gravissima. Mai durante la pandemia erano stati toccati questi numeri. E negli ospedali si è cominciato a rimandare le operazioni per i malati di cuore e di tumore per liberare le terapie intensive per il Covid. Le scuole rimangono invece aperte, e i virologi propongono di estendere le vacanze di Natale per evitare il loro ritorno in classe.

Fonte: Repubblica

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