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“Le Regioni devono far sentire la loro voce, sta a loro far rispettare l’ordinanza firmata ieri dal ministro Speranza e con effetto immediato per la riapertura delle Rsa”. Parole che Sandra Zampa, consigliera del ministro della Salute affida all’agenzia Ansa. E lo fa in merito alle proteste dei Comitati dei familiari che lamentano ancora le chiusure delle strutture. “Voglio sperare che il primo giorno non si sono sentiti sufficientemente preparati. Sono curiosa di vedere i dati. Però ci sono 2 circolari, novembre e dicembre 2020, il protocollo è stato presentato 10-15 giorni fa. Ora l’ordinanza. Spieghino qual è il problema”.

Le presidenze, prosegue Zampa, “sono accreditate dalle Regioni e anche il sindaco ha voce in capitolo. Facciano rispettare le proprie. A questo punto questo cos’è? Un sequestro di persona. Il ministero sono tre volte che dice di aprire, due circolari e un’ordinanza. Sono tutti vaccinati gli ospiti delle residenze. Troverei molto grave che invece di far rispettare le regole si faccia pagare agli anziani un prezzo che davvero non debbono pagare loro”.

Del resto Dario Francolino, presidente del comitato Open Rsa Now che si è battuto molto per ottenere la riapertura delle strutture e che domenica ha potuto riabbracciare dopo oltre un anno la mamma affetta da Alzheimer e ricoverata in una struttura nel milanese, plaude l’ordinanza del ministro ma spiega che comunque “oggi otto Rsa su 10 sono chiuse, come ci stanno comunicando gli altri familiari. Serve che immediatamente Regioni e Rsa tolgano tutti i divieti veri o fasulli dietro ai quali si sono trincerate da febbraio ad oggi quando il 100% degli ospiti delle Rsa e delle Rds erano ormai vaccinati”.

“Purtroppo – aggiunge – fino a sabato mattina, Rsa e Regioni non credevano che l’ordinanza sarebbe arrivata entro il 9 maggio e non si erano organizzate. Vigileranno e segnaleranno alle Forze dell’Ordine e alle Regioni le Rsa inadempienti”
 

Secondo Zampa “le famiglie e i comitati possono rivolgersi a questo punto al Garante delle persone private della libertà, perché praticamente siamo di fronte a reclusi e questo non fa onore al Paese. Una cosa è tutelarli – dice ancora la consigliera del ministro Speranza – e una cosa è invece relegarli e metterli alla mercé di esigenze altrui, chiunque essi siano, di altri interessi, qualunque siano questi interessi. I presidenti di Regione vedono oggi non rispettato il loro lavoro perché quel protocollo proposto da Fedriga in nome e per conto della Conferenza delle Regioni, è stato rivisto dal presidente dell’Istituto superiore di Sanità e da uno dei dg del ministero, è andato al Cts è stato approvato dallo stesso Cts, e c’è stata poi un’ordinanza”.
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Fonte: Repubblica

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