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202306956 30bc215b 9d16 4247 a588 643a2ead8e76 - Sacco a pelo, bici o sup: nell’estate post pandemia la vacanza è en plein air

C’è chi le chiama vacanze open air, chi outdoor e chi le definisce più semplicemente ferie a prova di Covid. In camper, in tenda, in bici, a piedi, in una casa sull’albero o pagaiando su una tavola longboard: ogni mezzo è quello giusto se l’obiettivo è rilassarsi evitando assembramenti, viaggi in overbooking o situazioni stile Papeete, che solo a pensarci sembrano preistoria. 

Voglia di stare all’aria aperta, a contatto con la natura, e magari dormendo in un camping, questo il trend dell’estate 2021. O ancora meglio in un camping con servizi da clientela glamour – da cui il neologismo glamping – come quello appena inaugurato alle Terme di Vulci, venti minuti di auto da Capalbio, dove dieci tende sudafricane con tanto di vasca termale privata si aprono davanti alle piscine naturali. Niente aria condizionata, solo ventilatori perché tutto è all’insegna della sostenibilità. 

Ma a documentare il bisogno di vacanze alternative ci sono anche i dati: 45 per cento in più di camper immatricolati in Italia nei primi quattro mesi del 2021. “Un boom che arriva a consolidare un trend cominciato già prima della pandemia”, racconta Guido Chiari, a capo della federazione camperisti Act Italia. “Gli italiani che utilizzano una casa vacanze su ruote sono ormai trecentomila e tutti hanno lo stesso obiettivo: vivere in semplicità a contatto con il verde. L’ultima tendenza? Il furgone riadattato a camper. C’è un grande mercato, sia per il nuovo che per l’usato”. 

Modalità “Famiglia Bradford”, a voler ricordare una serie tv anni Settanta dove padre, madre e otto figli si muovevano su un Ford. Ma versione super lusso: “Ormai sul mercato ci sono tende da sogno – spiega Alberto Granzotto, presidente di Faita-Federcamping – e gli stessi campeggi si sono attrezzati con miniclub per i bambini, lezioni di yoga, corsi di cucina. C’è poi un turismo di nicchia che sta prendendo sempre più piede: gente che gira in bici con la canadese sulle spalle o nel carrellino. Per capire quanto questo tipo di vacanze stia prendendo piede basta fare un giro a Cavallino Tre Porti, alle porte di Venezia: è la seconda spiaggia d’Italia per grandezza, e in estate arrivano anche 6 milioni di vacanzieri in tenda o in camper”. 

Pedalando, ma anche a piedi. L’altra frontiera delle vacanze anti-assembramento per chi ha sposato la filosofia della lentezza è quella dei cammini lungo sentieri segnati da borghi e antiche abbazie. La Regione Lazio è tra le promotrici di questo tipo di vacanze. E la via Francigena – l’antico tratturo dei pellegrini nordeuropei diretti a Roma, e poi verso i porti per l’Oriente – è uno dei suoi fiori all’occhiello. Quest’anno, per il ventennale dell’Associazione europea delle vie francigene, un gruppo di persone è partito dal portico sud della Cattedrale di Canterbury – dove c’è la pietra miliare con il numero zero – per arrivare a piedi fino a Santa Maria di Leuca, facendo tappa in vari borghi laziali. La Regione, proprio per incentivare questo tipo di villeggiatura, ha ideato la formula “Più notti più sogni”. “Abbiamo messo in campo 10 milioni di euro – spiega l’assessora al turismo Valentina Corrado – con cui sosteniamo il settore ricettivo allungando la permanenza dei turisti: regaliamo in totale 60 mila notti, con le formule “3+1” (se prenoti tre notti nella stessa struttura, te ne regaliamo un’altra) e “5+2″ (se prenoti cinque notti, te ne regaliamo due)”. Le strutture che hanno aderito sono oltre 450, consultabili su VisitLazio.com.

A Venezia c’è un’altra attività distanziata che va alla grande, il sup, acronimo di stand up paddle: si monta su una tavola da surf (in realtà è un po’ più grande, e infatti si chiama longboard) e si pagaia lungo i canali. “È una valida alternativa alla gondola – spiega Alessandro Sforza, che gestisce “Sup in Venice” – Noi diamo lezioni ma organizziamo anche tour nei sestieri di Cannaregio e Castello: abbiamo un turismo autoctono, veneti che vogliono scoprire la città guardandola da un punto di osservazione del tutto nuovo”. Il costo del giro, da un’ora e 40, va dai 50 ai 100 euro.

Ma il non plus ultra della vacanza a un palmo da tutto e da tutti, è quella che ognuno di noi, almeno una volta, ha sognato da bambino: la villeggiatura su un albero. In Italia, di strutture ricettive sospese tra le foglie, ce ne sono parecchie. La più originale è sicuramente quella a forma di pigna nella malga Priu a Ugovizza, in provincia di Udine. Un vero nido tra le fronde da far schiattare d’invidia persino Cip e Ciop.
 

Fonte: Repubblica

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