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TORINO – Paragona chi è ostile ai vaccini contro il Covid in Germania ai creazionisti negli Stati Uniti – “Mi generano lo stesso stupore, sono sconvolto” – e allo stesso tempo si augura che “dopo questa pandemia ci sia più attenzione alla scienza anche tra i più piccoli. Sarebbe bello se in molti si interessassero alla scienza e decidessero di studiarla, ce n’è bisogno”.

Il tedesco Joachim Sauer, fisico quantistico di grande fama è a Torino assieme all’astronomo svizzero Michel Mayor, premio Nobel per la fisica nel 2019, per ricevere il diploma come nuovo socio straniero dell’Accademia delle Scienze. Una cerimonia che quest’anno, all’edizione numero 239, ha proiettato l’ente culturale sulla scena internazionale anche per la partecipazione di Sauer.

“Non rispondo ad alcuna domanda sulla vita privata”, dice il fisico con il sorriso malizioso di chi sa che, fuori dall’ambiente accademico, il suo nome è legato a quello della moglie, la cancelliera tedesca Angela Merkel. Tuttavia non rifugge un’analisi sulla situazione della pandemia in Germania, dove la campagna vaccinale contro il Covid è ferma al 67%: “È impressionante che un terzo del popolo tedesco non dia retta alla scienza”, afferma.

Come lo spiega?
“In parte con una certa pigrizia e comodità del popolo tedesco. Gli altri invece sono persone che seguono una convinzione personale, una sorta di reazione ideologica a quella che ritengono una dittatura del vaccino. E questo è trasversale a qualunque livello di istruzione, dall’alto al basso, e coinvolge anche accademici, medici e scienziati. A ben guardare, anche negli Stati Uniti ci sono livelli simili di vaccinazione, ma lì si spiega perché in alcuni Stati ci sono governatori che hanno fatto campagne proprio contro il vaccino. In Italia invece com’è la situazione?”

L’87% della popolazione ha almeno una dose.
“Ah. Forse dipende da come tutto è iniziato. Ricordo immagini molto forti, come le bare portate nelle colonne di camion militari: forse anche questo è servito a convincere la gente e agire con la giusta tempestività. Dipende da come il popolo reagisce e da come le cose vengono raccontate”.

Quanto è pericoloso il rifiuto della scienza?
“Probabilmente c’è sempre stato in alcuni questo atteggiamento, ma non è mai stato evidente come in questo periodo. Eppure proprio adesso stiamo vivendo un grande successo della scienza”.

Si può essere ottimisti?
“Nessuno avrebbe scommesso che in così poco tempo si arrivasse a un vaccino. È stato un miracolo. Però paradossalmente il risultato ottenuto in un anno per il Covid, non è stato raggiunto in trent’anni di ricerca scientifica sull’ambiente, dove ancora non si vede una soluzione al problema. Bisogna continuare a lavorare: la scienza è importante e sarebbe bello che sempre più ragazzi la studiassero”.

Fonte: Repubblica

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