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102307988 784e2aaa fdbb 4e17 96bd 44b1979f9916 - Scuola, 42 alunni in una classe: il record al Cesare Battisti di Velletri

Il preside Eugenio Dibennardo guida l’Istituto superiore Cesare Battisti di Velletri, Città metropolitana di Roma, a sud dei Castelli romani. Milletrecento studenti a scuola. E quest’anno Dibennardo ha visto crescere una prima classe dell’indirizzo ragionieri, ora si chiama tecnico economico, fino a 42 alunni, un primato italiano. Quindi una seconda classe, sempre ragionieri, con 38 studenti. Molti degli iscritti alle due “prime” sono i bocciati dell’anno scorso, quelli che hanno continuato a non studiare dimenticandosi, tuttavia, che l’istituto della bocciatura nel 2020-2021 era stato ripristinato. Altri compagni della “41” e della “37” sono i bocciati di istituti del circondario o quattordicenni rifiutati da scuole alle prese, a loro volta, con problemi di classi sovraffollate. E tra loro anche anche ragazzi disabili, con problemi cognitivi.

Il dirigente Dibennardo ha chiesto di sdoppiare le sue due classi più appesantite, ma l’Ufficio scolastico regionale ha risposto: “Non possiamo farlo, non ci sono abbastanza professori”. E come faccio ad avviare le lezioni con tutti questi ragazzi in aula, ha chiesto il preside? “Deve rifiutare le iscrizioni ai nuovi studenti”, è stata la replica, “causa sovraffollamento”.

Il preside Dibennardo non vuole negare l’ingresso a scuola a nessuno. Spiega: “Lo dice la Costituzione che a 15 anni hai diritto allo studio e lo dice anche la mia coscienza di insegnante. Questi ragazzi, se io dovessi mandarli via dalla Battisti, diventerebbero sicuri dispersi scolastici, adolescenti lasciati in strada senza alcuna preparazione”.

Il ds spiega: “Nella mia scuola ho fatto lavori di allargamento e adesso posso gestire aule più larghe dello standard. Ho operato in modo virtuoso nel 2020, in pieno Covid, e così quest’anno gran parte dei ragazzi dell’area si rivolge a noi mentre chi rifiuta le loro iscrizioni non ha operato sugli spazi. L’Istituto Battisti ha una tradizione di accoglienza. Insegniamo a centouno studenti bisognosi di sostegno, abbiamo un corso agrario in carcere e uno serale. Adesso, però, devono mandarmi più professori, consentirmi di dividere le aule per avviare un anno scolastico normale. Sono disposto a incatenarmi a una colonna d Viale Trastevere”.

Fonte: Repubblica

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