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1,1 mln

I certificati verdi
Il rebus dei controlli da fare tutti i giorni quasi nove su dieci immunizzati del tutto

Ogni giorno i presidi dovranno verificare il Green Pass al personale che entra a scuola, tra docenti, tecnici e amministrativi. Un lavoraccio agevolato dalla piattaforma digitale del ministero che segnala in tempo reale se il Pass valido o no. Ma intanto è scoppiata la polemica sulla sua estensione ai genitori che entrano nelle scuole: a Napoli è partita la prima denuncia di un papà No Pass.

93 %

I prof con una dose
E quasi nove su dieci immunizzati del tutto

Alta è la percentuale del personale scolastico vaccinato, almeno con una dose: il 93%. Ma le scuole hanno già cominciato a fare i conti coi docenti No Green Pass. In alcuni casi (Piacenza, Brescia, Legnago, Pesaro, Torino e Bologna) di fronte al rifiuto di presentare la Certificazione Verde i presidi hanno chiamato i carabinieri. Casi minoritari, ma indice di un clima ancora caldo.

43,3 %

Tra i ragazzi
La corsa all’iniezione è iniziata in estate

Lasciati per ultimi nella scaletta delle vaccinazioni perché più resistenti ai sintomi gravi della malattia, il recupero dei giovani si è giocato tutto in estate, complici il Green Pass e la voglia di tornare ad uscire, viaggiare, studiare in presenza. Il 43,3% dei ragazzi tra 12 e 19 anni è già immunizzato; il 61,8% ha una dose, con picchi nel Lazio e ribassi in Toscana. All’appello mancano 1.600.000 studenti.

23,3 %

I contagi
La variante Delta vola fra gli under 18

Quasi un contagio su quattro (il 23,3%) ora avviene fra i minori di 18 anni. Non perché i bambini siano più vulnerabili, ma perché la variante Delta è più contagiosa e corre dove trova meno ostacoli, come tra i bimbi non vaccinabili under 12. Se un alunno si infetta deve stare a casa 7 giorni se vaccinato, 10 giorni se non ha ricevuto dosi. Tempi diversi che farebbero tornare il mix con la Dad.

110 mila

I test salivari
Su base volontaria in elementari e medie

Li chiamano “lecca lecca”, si chiamano test salivari molecolari. Meno invasivi e utili a uno screening di massa della popolazione scolastica. Il piano dell’Istituto superiore di sanità prevede di testare 110 mila alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado (elementari e medie dunque) ogni mese. Saranno le Regioni a scegliere le “scuole sentinella” ogni 15 giorni per i test volontari.

53.265

Le cattedre precarie
E solo sul sostegno 5mila posti vacanti

La scuola non è guarita dalla supplentite. Non si trovano tutti i docenti abilitati da assumere in ruolo, nonostante l’anticipo del concorso per le discipline scientifiche. Gli altri sono in ritardo, le graduatorie esaurite. I posti da coprire erano 112mila, si è arrivati alla metà. A tappare i buchi ci sono i precari. Sul sostegno sono 5 mila le cattedre vuote: protestano i vincitori di concorso non chiamati nel Lazio.

400 milioni

Per i docenti Covid
Risorse confermate solo fino a dicembre

I soldi stanziati serviranno ad assumere personale (si stima 42 mila unità tra docenti e bidelli) per il potenziamento degli apprendimenti ovvero per sdoppiare le classi numerose o risolvere le situazioni di vuoti d’organico. Ma i contratti durano solo fino a dicembre. L’impegno del governo è di prolungarli con la legge di Bilancio. Ma per ora restano un’incognita.

2,9 %

Le classi pollaio
E sono sparite le “bolle” per i più piccoli

Gli alunni son gli stessi, le scuole pure. Ad abbattere pareti, tirar su strutture, abbassare il numero massimo di alunni per aula non ci si è riusciti. Ma le classi pollaio (il 2,9% secondo il ministero) restano, a scapito di didattica e sicurezza. Anzi, rispetto al 2020, alcune sezioni create ex novo sono state sciolte e riaccorpate. Solo all’Enrico Tosi di Busto Arsizio, scuola all’avanguardia, sono 72 le classi over.

270 milioni

Fondi per l’edilizia
Ma dove non bastano la Dad è già tornata

Le risorse per lavori di edilizia leggera e affitti di spazi per le scuole sfiorano i 300 milioni. Ma il nodo rimane, viene da lontano. Al tecnico Salvemini di Casalecchio, in provincia di Bologna, è scoppiato il caso: 1.387 studenti a fronte di una capienza di 1.280 prevista dal certificato antincendio. E così 4 classi andranno in Dad per un giorno a settimana.

5.833

I bus in più
E orari scaglionati per evitare la ressa

Quasi 6 mila mezzi in più e 628 milioni di investimento per potenziare il trasporto pubblico locale in tutte le Regioni in vista del rientro. Il piano del ministero dei Trasporti prevede anche la capienza massima all’80% e l’obbligo di mascherina, meglio Ffp2. Ma a Genova, ad esempio, gli studenti andranno a scuola anche sui bus turistici; a Roma ci saranno due orari di ingresso per evitare l’assalto alle diligenze.

Fonte: Repubblica

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