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In arrivo il permesso “speciale” per la vaccinazione del personale scolastico. Ma se a seguito degli effetti collaterali del siero, quasi sempre AstraZeneca, ci si assenta per malattia scatta la trattenuta Brunetta. Nel decreto Sostegni, approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 19 marzo, c’è una norma che consentirà ai docenti e al personale della scuola e degli enti di formazione professionale di fruire di un giorno di permesso giustificato e senza nessuna penalizzazione in busta paga. Dal giorno della pubblicazione del decreto-legge in Gazzetta ufficiale sarà quindi possibile richiederlo. Perché da quando è partita la campagna di vaccinazione del comparto formazione (scuola, università e enti di formazione regionale), oltre un mese fa, per docenti, bidelli, dirigenti scolastici e personale degli uffici e delle segreterie si è posto sempre lo stesso problema: che tipo di permesso chiedere al datore di lavoro, se l’appuntamento ricade nel corso della giornata lavorativa?  

Per farsi vaccinare prima possibile c’è chi ha chiesto un permesso per visita specialistica e chi ha fruito di un giorno per motivi personali. Per evitare di gravare sulle casse dello stato alcuni docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) hanno preferito i giorni del weekend o i pomeriggi. E c’è chi ha chiesto un giorno di malattia. In quest’ultimo caso è scattata la trattenuta sullo stipendio prevista da una norma voluta alcuni anni fa dall’allora ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta per scoraggiare le assenze facili dal lavoro. Ma che applicata nel caso degli insegnanti che si vogliono fare vaccinare ha fatto scattare la protesta di una trentina di senatori del Movimento cinque stelle che hanno presentato una interrogazione parlamentare, a firma del senatore Iunio Valerio Romano, che considera assurdo che venga applicata questa trattenuta non solo nel giorno del vaccino ma anche nei giorni successivi per gli effetti dello stesso: molto spesso febbre alta, astenia e dolori articolari.  

Il decreto Sostegni si ferma a metà: “l’assenza dal lavoro del personale” scolastico “per la somministrazione del vaccino è giustificata. La predetta assenza non determina alcuna decurtazione” sullo stipendio, si legge nel testo in via di pubblicazione. Per gli eventuali giorni di malattia successivi continuerà invece a scattare la trattenuta, che varia dai 5,5 euro agli 8,5 euro, in base all’anzianità di servizio, per i primi dieci giorni di assenza. Intanto, dopo lo stop di quattro giorni del vaccino anglo-svedese è ripartita la vaccinazione. In tutto, secondo i dati del ministero della Salute, l’immunizzazione del personale scolastico è giunta al giro di boa: oltre 700mila hanno ricevuto la prima dose. La rimanente parte, altri 700mila, potranno richiedere il permesso per vaccinarsi. 

Fonte: Repubblica

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