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Hanno occupato i licei storici a Roma in questi giorni: barricaderi con le mascherine. Hanno scioperato al Majorana, in provincia di Bologna, nel parcheggio davanti all’istituto perché stanchi di non avere le aule promesse, un ritardo che costringe loro ai doppi turni o ad uscire alle tre del pomeriggio. E oggi si faranno sentire, con presidi e manifestazioni in 40 città e un corteo a Roma che parte dalla Piramide (ore 10) al ministero dell’istruzione: è il venerdì dello sciopero indetto dall’Unione degli studenti. “Siamo il futuro che si ribella”, lo slogan. Torna l’autunno caldo nelle scuole dopo due anni di pandemia.

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Protesta a Lecco 

“Ripartiamo da Zero. Idee studentesche per riprenderci il futuro” il documento che ha dato vita alla protesta. Vogliono contare, i ragazzi, dopo la Dad che li ha negato la socialità tra i banchi. Denunciano i mali di sempre, dall’edilizia ai trasporti, ma anche il disagio psicologico di cui ancora soffrono causa Covid sino a una politica che non si muove come dovrebbe sulla transizione ecologica.

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Corteo a Orvieto 

“Per l’ennesima volta siamo rientrati a scuola e tutte le carenze strutturali del nostro sistema educativo si sono mostrate – dichiara Luca Redolfi coordinatore dell’Unione degli Studenti – scuole pericolanti, trasporti affollati e insufficienti, didattica nozionistica, diritto allo studio negato, sono solo alcuni dei motivi per i quali il oggi le studentesse e gli studenti si sono mobilitati”.

Arianna Petrosino della Rete della Conoscenza attacca la legge di Bilancio: “E’ l’ennesima dimostrazione che il governo non ha alcun interesse nel rispondere ai bisogni della popolazione”.

“Ci è stata data zero considerazione così come zero sono state le misure prese per la nostra generazione, dalla scuola all’ambiente” spiega Tommaso Biancuzzi, coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi che ha aderito. “Sull’edilizia sono state fatte promesse ma gli investimenti sono lontani dal risolvere le carenze degli edifici scolastici. Il tema vero di cui la politica non sembra accorgersi, però, è quello delle malattie mentali che sono in vertiginoso aumento nella nostra generazione: serve prenderne atto e intervenire subito portando l’assistenza psicologica nelle scuole e sui territori. Serve agire subito sul lavoro precario e sulla crisi climatica, prima che sia troppo tardi”.

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Manifestazione a Genova 

Da Roma a Milano e Napoli, tanti in corteo. “Per l’ennesima volta siamo rientrati a scuola e tutte le carenze strutturali del nostro sistema educativo si sono mostrate – dichiara Simone Botti coordinatore dell’Unione degli Studenti di Milano – scuole pericolanti, trasporti affollati e insufficienti, didattica nozionistica, diritto allo studio negato, sono solo alcuni dei motivi per i quali oggi le studentesse e gli studenti si sono mobilitati a Milano e in tutto il paese”.

In piazza anche gli studenti universitari che chiedono l’innalzamento della no tax area almeno a 30.000 di Isee, verso la gratuità dell’istruzione. Lorenzo Morandi di Link dichiara: “Dopo la pandemia ci saremmo aspettati una risposta significativa dal governo ai bisogni degli studenti e invece in legge di bilancio non c’è nemmeno un euro per noi”

Fonte: Repubblica

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