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091224010 334919a4 4ca3 4c00 8cb4 9b5d1979d740 - Seychelles, un inglese dà la caccia al tesoro dei pirati più grande di sempre

LONDRA – John Cruise-Wilkins è un inglese fortunato: vive alle Seychelles, incontaminato arcipelago dell’oceano Indiano, giustamente considerato un paradiso terrestre per il turismo internazionale. Grazie al relativo isolamento, il turismo è calato ma non scomparso perfino durante la pandemia: i casi di Covid sono pochi, ai visitatori è richiesto soltanto di fare una quarantena di dieci giorni in albergo. E poiché tutti gli alberghi hanno una spiaggia da sogno, è un sacrificio che si fa volentieri.

Ma mister Cruise-Wilkins spera di diventare ancora più fortunato, come racconta la rete televisiva americana Cnn, trovando un formidabile tesoro sepolto alle Seychelles da un pirata francese quasi tre secoli or sono. Nel 1730, dopo decenni di ruberie ai danni di vascelli di ogni nazione, Olivier Levasseur detto l’Avvoltoio fu catturato, imprigionato e condannato a morte in queste sperdute isole che erano al tempo una colonia della Francia. Anche sotto tortura, il corsaro rifiutò di confessare dove aveva nascosto il bottino delle sue imprese. Il suo ultimo gesto, mentre saliva sul patibolo, fu di gettare alla folla una mappa con un crittogramma di difficile interpretazione, gridando: “Ecco il mio tesoro, per quelli che riusciranno a decifrarlo!”

Nel 1949, quelle carte finirono in mano a Reginald Cruise-Wilkins, padre di John, un inglese che si era trasferito a vivere alle Seychelles e che da allora è stato ossessionato dalla ricerca del tesoro del pirata. Quando Reginald è morto, la caccia al tesoro è stata continuata dal figlio. E lui ora è convinto di avere finalmente identificato il luogo in cui è nascosto, grazie alla mappa e a varie tracce ritrovate sul posto: un anonimo pezzo di strada nella parte settentrionale di Mahe, la principale isola dell’arcipelago.

Secondo alcune stime il valore del tesoro corrisponde a 130 milioni di dollari odierni. “Sarebbe il più grande tesoro pirata della storia”, dice l’uomo che gli dà la caccia. “Quando lo tireremo fuori sarà come la scoperta della tomba di Tutankhamon in Egitto. Questo è il Sacro Graal dei cacciatori di tesori”. John è sicuro che il bottino sia ancora lì e che nessuno, nei 290 anni dalla morte dell’Avvoltoio, sia mai stato capace di localizzarlo. Il punto è che, se anche ci fosse, non sarebbe facile recuperarlo: le autorità locali pongono limiti a dove e quanto in profondità sia permesso scavare. Cruise-Wilkins non si arrende e dice che continuerà a insistere finché non gli daranno ragione. Male che vada la caccia al tesoro gli darà una scusa per continuare a vivere alle Seychelles: che, diciamo la verità, è già un po’ come avere vinto alla lotteria.

Fonte: Repubblica

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