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213733271 742cb24c e359 4092 89ca 6ba1029d176b - Sold out al Billionaire e nelle misure fai-da-te c’è lo stop al biliardino

CAGLIARI – Più casi a sud che a nord: è l’inedita geografia del Covid della quarta ondata in Sardegna. «È meno impattante, dobbiamo stringere i denti fin dopo Ferragosto», così Sergio Marracini, epidemiologo e direttore del presidio ospedaliero unico di Cagliari. È qui che si concentrano i casi, passati da poche decine d’inizio luglio a diverse centinaia e un’incidenza record: 136 positivi ogni 100mila abitanti, secondo il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità. L’orizzonte di resistenza è quello dell’afflusso turistico: «Aspettiamo un calo, per la vaccinazione e l’alleggerimento delle presenze», continua Marracini. L’occupazione dei posti letto negli ospedali è la soglia critica: con un’alta incidenza la percentuale stabilisce il cambio di colore. Dal bianco al giallo se si supera il 10 per cento delle terapie intensive e il 15 dei reparti ordinari. E se per l’isola (dati Agenas) i ricoveri in area medica sono al 5 per cento, quelli in rianimazione segnano 9,75. Il balzo da fine luglio è dal 4 al 10.

I 19 pazienti occupano quasi tutti i 21 posti: 14 sono a Cagliari in due ospedali. «Il tiro si aggiusta via via — spiega Marracini — anche oggi abbiamo spostato un reparto di geriatria». I posti Covid non saranno aumentati: «I malati sono sardi, giovani, stanno una settimana. Ne possono arrivare anche 15, ma ne dimettiamo dodici. Anche una dose può fare la differenza». E la gran parte dei ricoverati gravi non ne ha nemmeno una.
Intanto i passeggeri sbarcano e atterrano: 450mila a luglio, più 83 per cento nello scalo di Cagliari rispetto al 2020. Chi arriva non deve esibire nulla, né registrarsi. Nonostante le battaglie del presidente della Regione Christian Solinas sul passaporto sanitario bocciato dal Conte bis. I test anticovid riproposti e operativi fino a giugno sono stati sospesi e mai riattivati e l’ordinanza regionale, annunciata, è rimasta fantasma. Il modello era quello siciliano, per filtrare i Paesi europei a rischio. Solo che nel frattempo proprio le due isole si sono colorate di rosso nella mappa. E così se le discoteche sono chiuse da Roma (dopo i focolai della scorsa estate) in Gallura il Billionaire silenziato fa comunque il pienone con cene e spettacoli. E nei paesini tornano i bollettini social dei sindaci, accompagnati da divieti random: funerali contingentati, stop a partite, feste e addirittura al biliardino.

Dalla Regione posizioni rassicuranti: «Occorre la massima attenzione, ma non siamo a rischio», chiarisce l’assessore della Sanità, Mario Nieddu. «Ci avviciniamo ai massimi livelli di immunizzazione». Per ora coperto con la seconda dose il 58,48 per cento della platea di un milione e 484mila over 12.
 

Fonte: Repubblica

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