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I contagi sono tornati a crescere in Spagna, in un momento delicato per il Paese con l’apertura della stagione turistica. Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie ha di nuovo inserito la penisola Iberica nella zona rossa insieme a Cipro, che è in rosso scuro, uniche eccezioni in un’Europa tutta verde. Secondo i calcoli del Financial Times, la scorsa settimana la Spagna ha superato per tasso di contagio sia il Portogallo che la Russia, ed è passata «da 58 casi ogni 100mila del 29 giugno ai 156 di martedì 6 luglio».

Questo aumento è dovuto soprattutto alla variante Delta e alla diffusione del virus tra i giovani tra i 19 e i 21 anni non ancora vaccinati, «ma non ha significato una crescita delle morti né delle ospedalizzazion», ha spiegato mercoledì il segretario di Stato per la Spagna globale, Manuel Muniz, in visita a Roma.

La comunità autonoma di Valencia ha chiesto al governo di approvare un nuovo coprifuoco notturno nei comuni con l’incidenza più alta di contagi e di limitare anche gli incontri sia in luoghi pubblici che privati a dieci persone. Lo stato di emergenza nazionale in Spagna è scaduto il 9 maggio scorso perciò le autonomie locali hanno bisogno dell’autorizzazione del ministero della Giustizia per approvare nuove restrizioni.

Per contenere l’epidemia anche la Castilla y León ha deciso di chiudere l’interno dei locali notturni al più tardi alle due del mattino per 14 giorni. Ma è la Catalogna a registrare i tassi di contagio più alti. «La quinta ondata di coronavirus in Catalogna continua a crescere con oltre 8.000 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, il che sta provocando un aumento dei ricoveri, con 663 pazienti, 53 in più rispetto a ieri», scrive El Pais. Anche a Barcellona la Generalitat pensa di reintrodurre alcune limitazioni alla vita notturna per rallentare la diffusione dei contagi. Nonostante l’aumento dei casi, però, il governo rassicura che la campagna vaccinale sta procedendo spedita con «730mila inoculazioni al giorno», spiega Muniz.

L’obiettivo è di «vaccinare con entrambe le dosi il 70% degli spagnoli entro agosto». Ieri il caso spagnolo è stato oggetto anche di uno scambio piccato con la Francia. Il sottosegretario agli affari europei, Clement Beaune, ha invitato i francesi a evitare le vacanze «in Portogallo, Spagna, e nella Catalogna in particolare, dove molti francesi vanno a fare festa». Un’affermazione che non è piaciuta all’ambasciatore spagnolo a Parigi: i turisti francesi «non hanno niente da temere, incoraggio tutti coloro che lo vogliono ad andare questa estate in Spagna nel rispetto delle misure sanitarie», gli ha risposto Jose Manuel Albares Bueno. Come in molti altri Paesi europei, l’industria turistica spagnola ha risentito pesantemente della pandemia, con cali di Pil superiori anche al 25% nel 2020.

Fonte: Repubblica

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