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La politica estera americana riparte dal “Quad”, il quadrilatero delle democrazie dell’Indo-Pacifico. Non è un caso se a così poca distanza dall’abbandono di Kabul, il presidente degli Stati Uniti organizza un vertice in questo formato: riunendo Giappone, Australia e India, cioè i tasselli più importanti di un “cordone di contenimento” dell’espansione cinese nell’area del mondo che abbraccia l’Oceano Indiano, il Mar della Cina, e il Pacifico occidentale.

È la prima risposta di Biden a chi descrive un’America in ritirata dal mondo intero, incapace di cementare gli alleati dopo aver mollato gli afghani al loro destino. Il Quad è un formato geopolitico che indica le nuove priorità dell’America, e conferma la razionalità strategica che ha portato a concludere la guerra dei vent’anni. Ha una storia ancora breve rispetto ad altri “formati” come il G7 o il G20. Non è un’alleanza organica, tantomeno militare, come la Nato.

Ma riunisce la più grande nazione asiatica, il gigante indiano le cui dimensioni demografiche hanno già raggiunto quelle cinesi, e la cui posizione geopolitica è segnata da un antagonismo strutturale verso Pechino. Il Giappone da parte sua è la più antica liberaldemocrazia asiatica, ospita importanti basi militari americane; è anche l’unico esempio di “nation-building” coronato dal successo in Estremo Oriente dopo un’occupazione militare americana (la Costituzione nipponica fu “dettata” dal generale Douglas MacArthur).

L’Australia è membro del club delle anglo-democrazie unite da robusti legami di alleanza militare con gli Stati Uniti e perfino da una cooperazione nelle attività d’intelligence. Tutti questi Paesi hanno “assaggiato” l’espansionismo cinese nelle sue forme più brutali, in tempi recenti.

L’India ha perso una ventina di soldati durante scontri con truppe cinesi lungo una frontiera contesa. Il Giappone ha visto Pechino risolvere con atti di forza unilaterali alcune contese territoriali su isole dalla sovranità controversa. L’Australia è la vittima per eccellenza della nuova diplomazia cinese che usa l’economia come un’arma: poiché il governo di Canberra ha detto cose sgradite a Pechino (per esempio chiedendo un’indagine sulle vere origini del Covid), sono piovute sanzioni pesantissime sulle esportazioni australiane in Cina.

Dal vino ai minerali, l’Australia ha subito un tracollo dell’export su quello che era diventato il suo principale mercato di sbocco. Se in passato l’America è stata criticata per l’uso un po’ troppo aggressivo delle sanzioni economico-finanziarie, la Repubblica Popolare le ha portate a un livello ancora superiore, per esempio castigando anche la libertà d’espressione e le critiche di privati cittadini nei Paesi occidentali.

Il problema del Quad è la sua disomogeneità, in particolare le enormi differenze che separano l’India dagli altri. Però l’azione della diplomazia americana per attirare l’India in una sfera di cooperazione anche militare per il contenimento della Cina, risale a Barack Obama e venne continuata anche da Donald Trump. Nella visione di Biden il Quad dovrebbe occuparsi anche di tecnologie, commercio, per ridisegnare le catene produttive e logistiche globali in modo da ridurre la dipendenza dalla Cina.

Il Quad dovrebbe essere l’architrave di un arco di alleanze più vasto, nel quale includere la Corea del Sud, il Vietnam, l’Indonesia, le Filippine, e un altro alleato tradizionale dell’anglosfera come la Nuova Zelanda, più possibilmente Singapore. È un progetto in cui l’aspetto politico e valoriale torna in primo piano, anche se l’etichetta di “club delle democrazie” rischia di apparire ipocrita via via che si allarga a paesi tutt’altro che liberali.

Ma la riunione del Quad contiene un messaggio esplicito da Biden verso il resto del mondo: non equivocate la ritirata dall’Afghanistan, quest’America non si ripiega su se stessa, non è isolazionista, anzi riorganizza le sue risorse e la sua attenzione sul teatro strategico che conta. Sono temi sui quali Biden sarà atteso anche a fine mese nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Fonte: Repubblica

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