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DUE importanti giornalisti turchi, noti per la loro influenza anche all’estero, verso la scarcerazione. Non è stato Erdogan a ordinarlo, ma la Corte di Cassazione di Ankara. Dunque il braccio di ferro sulla libertà per gli intellettuali continua in Turchia. Ma è considerato un segnale forte la decisione della Cassazione che ha disposto la liberazione di due nomi celebri: lo scrittore ed ex direttore di quotidiani Ahmet Altan, e l’opinionista ed ex deputata Nazli Ilicak.

La Corte ha deliberato la scarcerazione di Altan, detenuto da quattro anni e mezzo, considerandolo non colpevole del coinvolgimento nel fallito colpo di Stato contro il presidente Recep Tayyip Erdogan del 15 luglio 2016. La Cassazione ha così annullato la condanna dell’uomo a oltre dieci anni di carcere per “assistenza a un’organizzazione terroristica”.

Due sere prima del golpe, durante una trasmissione televisiva avrebbe lanciato alcuni “segnali subliminali”, questa l’accusa, tali da favorire l’insurrezione poi rientrata nel giro di quattro febbrili ore notturne.

Alcuni giorni fa a Strasburgo la Corte europea dei diritti dell’uomo è intervenuta definendo come “irragionevole” la carcerazione di Altan per accuse di terrorismo. La struttura europea aveva anzi stabilito che i diritti alla sicurezza al giusto processo e alla libertà di espressione del giornalista erano stati violati dalle autorità turche.

Nel novembre 2019 Altan, scarcerato una prima volta, aveva trascorso otto giorni in libertà rilasciando dichiarazioni, interviste e scrivendo articoli, per essere poi rispedito in carcere con accuse che poco avevano convinto i giuristi internazionali più rigorosi.

Uomo tutto d’un pezzo, Ahmet Altan, che pochi giorni fa ha compiuto 71 anni e ha fondato il quotidiano liberale “Taraf”, molto critico soprattutto con i militari turchi, ha trascorso in cella quattro anni e mezzo dopo essere stato arrestato alcune settimane dopo il golpe fallito. Il suo caso, anche per la forza dei suoi saggi e dei suoi romanzi, hanno suscitato molte condanne internazionali. E svariate organizzazioni per i diritti umani hanno più volte richiesto la sua liberazione. Nei suoi articoli Altan è spesso stato critico anche nei confronti di Erdogan e del suo governo conservatore di ispirazione religiosa.

Con una sentenza separata, la Cassazione ha di seguito annullato anche la condanna per terrorismo emessa contro la editorialista Nazli Ilicak, anche lei condannata all’ergastolo nel 2018 insieme ad Altan con l’accusa di avere tentato di “rovesciare l’ordine costituzionale”’. Entrambi erano stati accusati dalla magistratura di essere vicini al movimento Hizmet, cioè il Servizio, un’organizzazione religiosa fondata dall’imam Fethullah Gulen, da Ankara considerato il capo di una formazione terroristica responsabile del golpe poi svanito in poche ore.

Fonte: Repubblica

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