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131922912 8f7a65a1 f930 4eb3 b5b5 22639a0c165a - Tutte le contraddizioni del Green Pass

Al bar e al ristorante seduti al tavolo all’aperto, anche in tanti, non ci sarà bisogno di nulla ma se, ad esempio, nella stessa piazza, poche decine di metri più  in là, si vorrà assistere alla proiezione di un film all’aperto bisognerà mostrare il Green Pass. E negli alberghi? Come dovrà funzionare l’obbligatorietà della certificazione verde che, certamente, non sarà richiesta per accedere alla struttura ma non si capisce bene se sarà invece necessaria per pranzare o cenare o persino per fare colazione nelle sale interne.

Alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass in Italia e a poche ore dal nuovo decreto che, a partire probabilmente da settembre, introdurrà nuove limitazioni, non è sempre facile per i cittadini orientarsi nel ginepraio delle norme che presentano, in più di un caso, contraddizioni e distinguo non sempre comprensibili. Ecco qualche esempio.

Una serata all’aperto

L’obbligo della certificazione verde, dalla mezzanotte di oggi, scatta per tutti i locali in cui si consuma al tavolo, al chiuso. Questo significa che, invece, in un ristorante, in una pizzeria, in un bar che ha dei tavoli all’aperto, chiunque potrà continuare ad accedere senza dover esibire il pass. Ma la situazione cambia se invece, all’aperto, si vuole accedere ad altre attività e non per forza con migliaia di persone. Ad esempio, un’arena, un cinema sotto le stelle che continua ad avere una capienza limitata e che fino ad oggi era accessibile a tutti, da domani sera richiederà il green pass agli spettatori. E lo stesso accadrà per qualsiasi spettacolo o iniziative in piazza. Anche per accedere a siti culturali all’aperto, dal Colosseo al Teatro greco di Taormina,  d’ora in avanti occorrerà avere la certificazione verde. E i titolari di queste attività protestano: perchè mangiare una pizza in una tavolata all’aperto senza mascherina non è pericoloso e invece guardare un film all’aperto con obbligo di mascherina e distanziaamento è giudicato più rischioso?

Obbligo ma non per tutti

C’è poi la questione che per la verità potrebbe già essere risolta dal nuovo decreto che il consiglio dei ministri emanerà in serata sullìobbligo di green pass negli stessi luoghi. Ad esempio, i clienti di bar e ristoranti seduti al tavolo all’interno dovranno esibirlo mentre, per il momento, non c’è lo stesso obbligo per il personale che li servirà al tavolo o che controllerà la loro certificazione nè tantomeno per i titolari dei locali. E poi ci sono alcuni misteriosi distinguo, su tutti quello delle mense aziendali. Lì, anche se al chiuso, non sarà necessario avere il certificato

Gimkana negli alberghi e nei circoli sportivi

Gli interrogativi non risparmiano strutture ricettive e sportive dove, in attesa di chiarimenti, i clienti potrebbero avere accesso libero in alcune zone e obbligo di certificazione verde in altre. Di certo, per prenotare un hotel, un residence, un bed and breakfast non è richiesto il green pass e dunque neanche per accedervi o per frequentare le reception, salire in ascensore. Ma, ci si chiede, come comportarsi per la colazione, il pranzo o la cena se previste in sale al chiuso? Il decreto non fa alcun specifico riferimento, nell’articolo in cui impone l’obbligo di green pass parla di tutti gli esercizi di ristorazione al chiuso, ma ad esempio in altro articolo, quello sui centri benessere e sulle piscine, specifica che l’obbligo di pass al chiuso vale anche per gli impianti all’interno di strutture ricettive. Percorsi separati poi nei circoli sportivi all’aperto che però hanno anche zone al chiuso. Molti di loro hanno già inviato mail ai soci spiegando che l’accesso al circolo e alle attività all’aperto sarà libero ma per sedersi al tavolo di bar e ristorante sociale al chiuso ma anche soltanto per accedere agli spogliatoi sarà necessario esibire il green pass. Che dunque, in teoria, dovrebbe essere controllato dai gestori non all’ingresso dell’impianto sportivo ma di ogni singolo locale a cui si chiede di accedere. 

 

In aereo e treno sì, ma non in autobus e metro

E poi c’è il grande paradosso dei mezzi di trasporto. Presto ci vorrà il Green Pass per salire su un qualsiasi aereo, anche per una tratta interna di 40 minuti, dove il filtraggio dell’aria è garantito al 98 per cento, E lo stesso sui treni a lunga percorrenza, ma con tutta probabilità (vista l’impossibilità di garantire un adeguato controllo) resterà libero l’accesso su autobus urbani, metropolitane e treni regionali dove si viaggia in condizioni di affollamento e dove, dunque, le occasioni di contagio restano ad altissimo rischio.

Fonte: Repubblica

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