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174843347 c0c32c76 35e3 4a1c 9cb2 bdf419c87ab2 - Usa, crollo di ascolti e di lettori: senza Trump l'informazione va in crisi

NEW YORK – Chiamatela la maledizione di Trump: The Donald, in fondo, lo aveva detto (anzi, l’aveva tirata): «Se non ci sarò io giornali, tv, tutti i media cominceranno ad andar male». Dopo di me, il diluvio, insomma. E come dargli torto? Con quei suoi tweet fino a tarda notte che riprendevano alle prime luci dell’alba, costringeva tutti a stare costantemente sul pezzo: ovvero a tenere i riflettori puntati su di lui pure quando non accadeva un bel niente.  

Ebbene, a due mesi dall’inizio dell’era Biden, il pubblico sta effettivamente abbandonando giornali e tv. Certo, il confronto più immediato è con un gennaio davvero da record di ascolti e lettori. Fra assalto a Capitol Hill e insediamento del nuovo presidente, il traffico verso i principali siti di notizie è stato altissimo. Le cose, però, si sono messe male già a febbraio. Almeno secondo i dati diffusi dalla società di monitoraggio ComScore, secondo cui la crisi riguarda tutti, sì: ma ha fatto un po’ più male a quei media particolarmente critici con Trump.  

Il Washington Post, ad esempio, ha visto il numero di visitatori unici diminuire del 26 per cento fra gennaio a febbraio (ma in realtà appena del 7 rispetto ad un anno fa). Il New York Times ha perso il 17 per cento da gennaio e comunque il 16 rispetto al 2020. Lo stesso per le tv dove il pubblico era cresciuto all’inizio della pandemia e rimasto per tutto il corso della campagna elettorale. In questo senso, a pagare il prezzo più alto è la Cnn. Dopo aver superato le rivali Fox News e MsNbc a gennaio, la rete ha perso il 45 per cento del suo pubblico di prima serata nelle ultime 5 settimane. In parte, però, anche perché ha dovuto ridimensionare il suo conduttore di punta Chris Cuomo, vittima collaterale dello scandalo che sta travolgendo il fratello maggiore, il governatore di New York, Andrew. 

Pure il pubblico di MsNbc è diminuito del 26 per cento. Mentre Fox News – la tv conservatrice “amica” di Trump – ha riguadagnato la sua posizione sul podio, rimanendo però in realtà ferma e subendo solo un lieve calo del 6 per cento rispetto alle prime settimane dell’anno, quando era stata scavalcata da Cnn

Va però ricordato che la presidenza Trump è stata veramente unica nel suo genere. Gli scandali sull’ex presidente si sono susseguiti, insieme alle sue azioni spesso estreme: lo ha riconosciuto, in una recente intervista, pure il direttore del New York Times, Dean Baquet, ricordando, però, che il “merito”, chiamiamolo così, non va attribuito solo a The Donald. Nel corso degli ultimi 4 anni sono successi altri eventi importanti, a partire dalla nascita del movimento #MeToo che ha fatto vincere un Pulitzer a due giornaliste del suo quotidiano per le loro inchieste su Harvey Weinstein: «Il nostro pubblico è cresciuto negli ultimi quattro anni perché le persone hanno capito che il giornalismo indipendente e aggressivo è cruciale per la democrazia. E mai come in quest’epoca la democrazia è stata a rischio». Insomma, dopo Trump il diluvio, forse. Ma anche un po’ più di pace. 

Fonte: Repubblica

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