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cause antibiotico resistenza - Usiamo bene i farmaci contro funghi e batteri per non indebolire la loro efficacia

In Italia dal 5% al 10% dei pazienti ospedalizzati viene colpito da un’infezione batterica multiresistente e sono oltre 7.000 i decessi stimati ogni anno. Un problema rilevante anche alla luce dell’attuale situazione sanitaria: spesso infatti i pazienti affetti da forme gravi di Covid-19 durante il ricovero in terapia intensiva sviluppano sovrainfezioni da germi multiresistenti, che contribuiscono all’aggravamento del quadro clinico.

In questo articolo

La campagna di sensibilizzazione sull’antimicrobico-resistenza

Per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno dell’antimicrobico-resistenza, in occasione della World Antimicrobial Awareness Week, Pfizer promuove la campagna di informazione Non scordiamoci funghi e batteri. Difendiamo insieme gli antimicrobici. Un appello corale, un’iniziativa di sensibilizzazione sull’antimicrobico-resistenza per invitare i cittadini, le istituzioni e i medici, a “non scordare” i superbugs, funghi e batteri ma anche virus e parassiti che possono sviluppare resistenze, e aumentare la consapevolezza sull’importanza di buoni comportamenti come il lavaggio frequente delle mani e l’uso corretto di antibiotici e altri antimicrobici, risorse importanti che vanno “difese” per preservarne l’efficacia contro i microrganismi resistenti.

Prima si parlava di “antibiotico-resistenza”, oggi di “antimicrobico-resistenza”

Rilevante in questi anni il cambio di terminologia che le Autorità sanitarie internazionali hanno adottato, da “antibiotico-resistenza” a “antimicrobico-resistenza”, un termine che vuole abbracciare tutti i settori (medicina umana e medicina veterinaria, zootecnia, agricoltura, ambiente), tutti i microrganismi e tutti i farmaci che li combattono. «Quando parliamo di antimicrobici ci riferiamo a farmaci attivi contro i microbi che non sono solo i batteri, ma anche funghi, virus e parassiti», spiega Claudio Mastroianni, Direttore UOC di Malattie Infettive Policlinico Umberto I di Roma. Queste specie microbiche purtroppo, con l’uso improprio di antibiotici, antifungini e antivirali, hanno imparato a difendersi. Il fenomeno della resistenza antimicrobica è diventato globale.

«I primi batteri resistenti lo erano alla penicillina, poi progressivamente con l’invecchiamento della popolazione e con l’aumento di procedure invasive, chirurgiche e farmacologiche, che hanno permesso il miglioramento della sopravvivenza dei pazienti, è aumentata la probabilità di sviluppare, soprattutto dentro i nosocomi, infezioni legate a microrganismi che alla lunga sono diventati resistenti. I microrganismi sottoposti alla pressione di farmaci antimicrobici, specie se questi non vengono utilizzati in maniera corretta e a dosaggi adeguati, riescono facilmente a superare l’attività del farmaco e mettono in atto meccanismi molecolari di difesa, sia di mutazione che di selezione, i quali generano la resistenza. Per questo, tutti noi dobbiamo preservare quei pochi farmaci di ultima generazione disponibili, utilizzandoli nel modo più opportuno possibile, evitando l’abuso ed evitando di prescriverli quando non sono necessari» conclude il professore.

L’obiettivo della campagna: porre l’attenzione sull’utilizzo appropriato delle terapie antimicrobiche

La campagna “Non scordiamoci funghi e batteri” vuole richiamare l’attenzione sull’utilizzo appropriato delle terapie antimicrobiche e sull’importanza di corretti comportamenti di igiene contro tutti i tipi di microrganismi e lo fa attraverso due iniziative: il sito che contiene risorse informative ed educazionali, tra cui  4 video educazionali (lavaggio delle mani, differenze tra virus e batteri, uso corretto degli antibiotici e comportamenti a cui attenersi quando si visita qualcuno in ospedale) e una campagna web e social che attraverso partner come Skuola.net, il maggior punto di riferimento in Italia per alunni, genitori e insegnanti, e strumenti innovativi come i filtri in realtà aumentata per Instagram, coinvolgerà anche il pubblico dei giovanissimi.

Fonte : Ok Salute

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