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Sebastian Kurz torna a puntare il dito contro la Ue, e di nuovo con accuse pesanti che riguardano i vaccini. “La distribuzione”, ha detto il cancelliere austriaco, “non sta avvenendo con il criterio della popolazione”, dunque in base alla chiave concordata dai Paesi membri. Qualcuno riceverebbe più dosi del previsto, a scapito di altri. 

Soprattutto, secondo il leader conservatore esisterebbero degli accordi “segreti” stipulati tra singoli Paesi europei e le case farmaceutiche che andrebbero al di là delle intese ufficiali e che sarebbero stati finalizzati dagli esperti sanitari con le case farmaceutiche nello ‘steering committee’ dell’Ue. Kurz sostiene che quelle intese segrete farebbero parte di un “bazar”. 

“All’inizio pensavamo che ci fossero differenze nella velocità delle campagne vaccinali nazionali” ha puntalizzato il leader conservatore, nel corso di una conferenza stampa. Man mano che il divario tra Paesi cresceva, nel governo austriaco è aumentato il sospetto che il ritmo non dipendesse solo dalla qualità delle campagne vaccinali. Kurz ha fatto esaminare i numeri delle forniture nei vari Paesi e ha scoperto che “la velocità delle punture non era il solo motivo” del successo dei Paesi più rapidi. Se la distribuzione prosegue così, “Malta riceverebbe entro fine maggio tre volte le dosi della Bulgaria; i Paesi Bassi più della Germania e il doppio rispetto alla Croazia”. Per il cancelliere sarebbe la prova inequivocabile che la Ue non stia aderendo alla chiave distributiva basata sulla popolazione. 

Di questo passo alcuni Paesi avranno vaccinato tutta la popolazione entro maggio, ha proseguito: “Altri solo in estate o autunno”. Kurz avrebbe condiviso le sue perplessità con altri leader di governo: “Molti non potevano credere alle loro orecchie”. 

La Commissione Ue ha ammesso che ci sono state eccezioni alla chiave redistributiva, ma perché nello steering committee i singoli partner Ue possono derogare alle quote stabilite. “In questo contesto un diverso criterio di diffusione è possibile” ha detto il portavoce dell’esecutivo di Bruxelles. E’ in quella sede che un governo può decidere un “opt out” rispetto alle forniture stabilite; in quella fase i dettagli possono essere riformulati dai Paesi membri. Tuttavia le decisioni del board, ha precisato, vengono concordate dalla Commissione con i partner Ue. L’obiettivo di Bruxelles resta quello di aver vaccinato ogni adulto entro la fine dell’estate.

Fonte: Repubblica

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