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191359537 381560a1 843b 4149 9c9a 0e8053fbe43c - Vaccini, il via libera dell'Aifa a Moderna: indicato per over 18 e richiamo a 28 giorni

ROMA – E’ ufficiale: anche il vaccino Moderna, con il via libera dell’Aifa, sarà utilizzato in Italia, dopo quello Pfizer. Il vaccino dell’azienda americana ha ricevuto oggi il via libera dall’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) per l’immissione in commercio in Italia.

I due sieri sono a base di Rna. Il vaccino Moderna in sostanza, proprio come quello Pfizer, contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, la spike, che gli consente di penetrare nelle cellule. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario.

Se il funzionamento è quasi identico, ci sono però alcune differenze tra i primi (e finora unici) due vaccini approvati in Italia, come sottolinea l’Aifa: il vaccino Moderna è indicato a partire dai 18 anni di età, anziché dai 16 anni. Sono previste ugualmente due dosi, ma a distanza di 28 giorni, invece che di almeno 21 giorni come Pfizer. L’immunità si considera pienamente acquisita a partire da 2 settimane dopo la seconda somministrazione, anziché una. Particolarmente importante sul piano logistico il fatto che il vaccino Moderna viene conservato a temperature comprese tra i -15  e -25 , ma è stabile tra +2 e +8  per 30 giorni se in confezione integra. Infine, il flaconcino multidose contiene 6,3 ml e non richiede diluizione, è quindi già pronto all’uso.

“Da oggi abbiamo uno strumento in più per la nostra campagna di vaccinazione su cui stiamo investendo ogni energia”, commenta il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Il siero di Moderna dovrebbe proteggere contro il coronavirus fino a due anni”, dice l’amministratore delegato dell’azienda produttrice del farmaco precisando tuttavia che servono altri dati per una valutazione definitiva sulla durata. “Lo scenario da incubo descritto dai media in primavera sul rischio che i vaccini durassero solo un mese è escluso”, ha detto l’ad di Moderna Stéphane Bancel, secondo quanto riportato dal Guardian. “Il decadimento degli anticorpi generati dal vaccino ha un andamento molto lento e quindi riteniamo che la protezione possa durare un paio d’anni”.

Per il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Nicola Magrini, e il presidente, Giorgio Palù i dati di Moderna sono “molto convincenti” e “altra arma potentissima ed efficace che sicuramente potrà incidere da subito sulla salute dei soggetti più a rischio”. “Si tratta di un vaccino sostanzialmente equivalente rispetto al primo”, ha sottolineato Magrini, riferendosi a quello Pfizer-BioNTech autorizzato il 22 dicembre scorso, con alcune differenze come l’età, dai 18 in su e non 16.

“Salutiamo con entusiasmo la possibilità di mettere a disposizione un secondo strumento per questa campagna vaccinale che sta raggiungendo ottimi risultati in Italia. Si tratta di un vaccino sostanzialmente equivalente rispetto al primo, con dati molto convincenti rispetto a tutte le popolazioni a rischio”, ha riferito il dg Aifa, Magrini in merito all’ok al vaccino Moderna. Nella riunione di oggi la Commissione Tecnico Scientifica di Aifa dando il parere positivo al dossier, ha sottolineato il rapporto rischio/beneficio del vaccino particolarmente favorevole nella popolazione a maggiore rischio, e ha stabilito il regime di fornitura per l’immissione in commercio.

“La scienza – ha affermato il presidente Aifa, Palù – ci ha fornito in pochissimo tempo un’altra arma potentissima ed efficace che sicuramente potrà incidere da subito sulla salute dei soggetti più a rischio, ma anche limitare la circolazione del virus se, come è auspicabile e come sta in affetti accadendo, l’adesione alla campagna vaccinale sarà convinta e sostenuta”.

Fonte: Repubblica

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