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VENEZIA – Troppo pacchiana, troppo grande e troppo pubblicitaria. Nemmeno il tempo di inaugurarla che la targa di Renzo Rosso per ricordare ai posteri il finanziamento del restauro del Ponte di Rialto, ha già scatenato la polemica.

Le prime critiche alla targa del patron della holding OTB sono arrivate dall’associazione veneziana Venessia.com che ha prontamente diffuso con ironia il fotomontaggio con la scritta Diesel. A ruota i social si sono scatenati per le dimensioni della targa, per la posizione sulla cima del Ponte di Rialto – proprio nel punto dove ogni giorno i turisti si scattano migliaia di selfie – per il suo aspetto troppo simile alle pietre d’inciampo e per l’impatto che suona per qualcuno come un pugno nell’occhio. 

131624372 e1828f9e 8237 439d bc21 afc3a3cdced8 - Venezia, Renzo Rosso restaura il Ponte di Rialto. Polemica per la targa: "Troppo pubblicitaria"

Nel testo si legge: “Otb and Renzo Rosso funded the restoration of the Rialto Bridge returning it to its magnificence for the world to enjoy”. (Otb e Renzo Rosso hanno finanziato il restauro del Ponte di Rialto riportandolo alla sua magnificenza affinché il mondo possa goderne ndr) Fare una targa fa parte della storia dei monumenti, ogni volta che si fa qualcosa è tradizione lasciare un simbolo perché poi rimane nella storia” ha detto Rosso a margine dell’inaugurazione iniziata alle 11 a Rialto con il ministro Massimo Garavaglia, il patriarca Francesco Moraglia, il sindaco Luigi Brugnaro e il presidente della Regione Luca Zaia. Sulle polemiche ha tagliato corto: “Noi abbiamo dato soltanto la scritta, com’è fatta lo hanno deciso all’epoca Comune e Sovrintendenza. Ci sarà sempre qualcuno che ha qualcosa da dire. Guardiamo la bellezza di quello che è stato fatto e a chi contesta rispondo perché non lo fate voi?”.

Nel 2012, nel corso della giunta di Giorgio Orsoni, Rosso si era aggiudicato il bando di restauro di Rialto per 5 milioni di euro in cambio di spazi e della targa finale, la prima voluta da un imprenditore in memoria del suo finanziamento. Rosso, a proposito della targa, ha sempre detto che aveva deciso di lasciare un segno dopo un incontro con il suo amico Dalai Lama che gli aveva detto che quando si fa un’azione positiva non bisogna nascondersi, ma rendersi visibili affinché altri possano trarne ispirazione. L’evento, presentato da Cristiana Capotondi, si è aperto con l’Inno di Italia cantato dal tenore Andrea Bocelli, seguito dai discorsi inaugurali e dalla benedizione del patriarca che ha ricordato come il 2021 sia anche l’anno in cui si celebrano i 1600 anni dalla fondazione convenzionale del mito di nascita della città, avvenuta il 25 marzo 421. Tra i presenti anche Darko Peric, l’Helsinki della serie La casa di carta.

“Mio padre mi diceva ricordati figlio che la vita ci ha dato tanto e bisogna restituire quanto abbiamo ricevuto” ha detto Rosso ricordando suo padre. “Sono onorato da questo palcoscenico, vivo un emozione forte. È stato un progetto che ha richiesto il lavoro di tanti artigiani ed è stato un ottimo esempio tra pubblico e privato”. Poi, a proposito del futuro dell’Italia, ha detto: “Finalmente abbiamo grande primo ministro e finalmente il mondo intero ci sta guardando. Ora sono in arrivo molto soldi dal Pnrr. Se riusciamo a sviluppare le nostre potenzialità pensiamo a quanta economia possiamo far ripartire”.

Il restauro è avvenuto in tempi record (un anno e mezzo, dal 2014 a fine 2016) e con i soldi avanzati (380 mila euro) si è proceduto a sistemare la pavimentazione dei portici di Rialto. Oggi all’inaugurazione il Ponte di Rialto era affollatissimo di tanti curiosi, giunti a vedere la targa, diventata celebre ancora prima di essere svelata. 

Fonte: Repubblica

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