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LECCE – Armato di coltello ha affrontato un viaggio da Napoli fino a Minervino con l’intento di ammazzare la sua ex. Salvatore Carfora, l’omicida di Sonia Di Maggio, ha agito in maniera del tutto premeditata. È quanto viene riportato nel decreto di fermo a carico del 38enne di Castellammare di Stabia in carcere con l’accusa di aver ucciso la sua ex fidanzata con oltre venti coltellate lunedì pomeriggio 1° febbraio.

Ne sono convinti gli agenti della Squadra mobile di Lecce che, insieme ai colleghi del commissariato di Otranto, hanno chiuso in poche ore il cerchio sull’assassino della 29enne di Rimini arrivata in Salento da qualche settimana per vivere una nuova storia d’amore con il suo attuale ragazzo conosciuto sui social.

Osservatorio femminicidi

Nel decreto di fermo viene riportata anche l’accusa di stalking. Per mesi Carfora ha minacciato la sua ex fidanzata e l’attuale compagno, Francesco Damiano, invitato più volte con dei messaggi “a farsi da parte”, a chiudere quella relazione se “non voleva fare una brutta fine”. O ancora: “Meglio che rinunci a Sonia se no ti faccio fare una brutta fine”; “hai ancora poco da ridere poi rido io”; “non sai contro chi ti sei messo, te ne accorgerai”.

Minacce mai denunciate esplose in tutta la loro drammaticità in modo del tutto premeditato. Giunto a Lecce, Carfora è salito su un pullman per raggiungere Minervino. Sul bus l’uomo è stato notato da due militari della Guardia di Finanza che, una volta sentiti dagli investigatori, hanno raccontato di aver visto Carfora chiedere all’autista dove si trovasse la fermata per Minervino. E una volta giunto nella frazione di Specchia-Gallone, improvvisamente, l’uomo ha visto due persone che passeggiavano per strada.

Erano Sonia e Francesco. A quel punto ha chiesto all’autista di fermarsi. Carfora è sceso di corsa gettando a terra il proprio zaino e sorprendendo la coppia alle spalle. Per il pubblico ministero della Procura di Lecce, Alberto Santacatterina, pm che ha coordinato le indagini, il decreto di fermo è motivato dal fondato pericolo di fuga dell’indagato che, senza una fissa dimora, si è reso irreperibile subito dopo aver commesso l’omicidio. Nelle prossime ore è prevista la convalida del fermo in cui l’uomo potrà fornire la propria ricostruzione su questo ennesimo femminicidio.

Fonte: Repubblica

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